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Azzo passeggia guardingo la
scena. Rimuove alcun poco
le cortine dell'alcova, e le cala di nuovo. Parisina è
addormentata.
AZZO
Sì: non mentir le ancelle...
ella riposa... Riposar potrebbe
se rea foss'ella? Non hai tu, rimorso,
più voce alcuna? Più paure o larve,
non hai tu, notte per colpevol alma?
No, non è rea, s'ella riposa in calma.
(silenzio)
Ma pur... con qual desio
Ugo seguia!... come parea
lanciarsi
dietro al corsier che lo rapia
pel campo!
Come arrossiva a un tratto, e impallidia!
Oh! quanti ha gelosia
occhi di lince avessi, ond'un istante
vederle in cor! arte avess'io
d'incanto
per far che ignudo le apparisse in volto,
le parlasse sul labbro!
PARISINA
Oh, Dio!
AZZO
Che ascolto!
E’ dessa che favella...
O m'inganna il pensier?
(porge l'orecchio)
PARISINA
Oh, dolce istante!
Sì tosto non fuggir.
AZZO
(sottovoce)
Sogna...
PARISINA
Son teco;
restiamo insieme
AZZO
(tremante)
Insiem!... Con chi?
PARISINA
Mi segui
Puro zeffiro è il ciel. Moviam
uniti
quai pellegrini augelli a miglior nido...
Mi segui, o tenero Ugo...
AZZO
(prorompendo)
Ugo!
PARISINA
Qual grido!
(esce dall'alcova, pallida, tremante)
Ah! chi veggio? Tu,
signore?
AZZO
Sì: qual altro attender puoi?
PARISINA
Io!... null'altro.
AZZO
Me? sol me?...
PARISINA
Che dir mi vuoi?
AZZO
(Ah! potessi un solo istante
del suo fallo dubitar!)
PARISINA
(Oh! qual ira in quel sembiante!
Gli occhi in lui non oso alzar.)
AZZO
Fissa i tuoi negli occhi miei:
nulla in essi hai letto ancora?
PARISINA
Oh! che hai tu? Turbato sei,
ch'io ti lasci...
AZZO
No, dimora.
(Ah! così tradito io fui
sempre, sempre in ogni amor.)
PARISINA
(Ah! non so fuggir da lui,
qui m'annoda il mio terror.)
AZZO
(prorompendo)
Empia donna!
PARISINA
Oh, ciel!
AZZO
T’appressa;
(l'afferra pel braccio)
di fuggirmi invan tenti.
PARISINA
Duca! ah, duca!
AZZO
Infida!
PARISINA
Cessa!
Quali smanie!
AZZO
Atroci, ardenti.
Sciolto è alfin, caduto è il velo,
tutto è noto, tutto io so.
PARISINA
Qual favella! (Io tremo, io gelo!)
Che sai tu? (Più cor non ho.)
AZZO
Tu nel sonno assai parlasti,
il tuo fatto è manifesto.
PARISINA
(Me infelice!)
AZZO
Tu invocasti
uom che abborro, che
detesto.
Il tuo labbro..., iniqua!... or ora
d'Ugo il nome proferì.
PARISINA
D'Ugo il nome!... (E il sonno ancora,
anco il sonno mi tradì!)
AZZO
Parla omai: com'ebbe loco!
Come crebbe il reo tuo foco?
Dove giunse, di che ardire,
di che speme si nutrì?...
PARISINA
Ah! d'orrore e di martire...
AZZO
L'ami dunque! l'ami?
PARISINA
(disperatamente)
Sì.
Azzo pone la mano sul pugnale, indi s'arretra.
PARISINA
Non pentirti... mi ferisci...
Vibra il ferro: ei fia pietoso.
Quest'incendio in me sopisci;
sol per morte avrò riposo.
È delirio l'amor mio;
non ha speme, non desio:
è una face che consuma
d'un sepolcro nell'orror.
AZZO
Ch'io ti sveni?... e al tuo supplizio
ponga fine una ferita!
Lungo io voglio sacrifizio,
non di morte, ma di vita.
Vivi al pianto, vivi al lutto...
l'ira mia vedrai per tutto;
fian tuoi giorni un giorno solo
di spavento e di terror.
Azzo si allontana respingendola: essa il segue
tremante.
Galleria illuminata.
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