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Felice Romani
Parisina d’Este

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  • ATTO SECONDO
    • Scena ottava. Ugo e Parisina da varie parti fra le guardie e detto
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Scena ottava. Ugo e Parisina da varie parti fra le guardie e detto

 

PARISINA
(Ugo! oh, ciel!)

UGO
(Parisina, in ferri anch'essa!)

AZZO
Eccovi uniti alfine...
non qual bramaste, ma qual debbe unirvi
tradito prence. Al vostro amore iniquo
è questo il tempio: ara il patibol fia.

UGO
Al mio soltanto il sia.
Se giusto esser vuoi tu. Spirto più puro
non hanno i cieli di costei che offendi.

AZZO
Ella è rea, ben più rea. Tu la difendi.

PARISINA
Tutti siam rei... solo
noi di desio, tu d'opre. Ah! pera il giorno
che me all'altare tu traevi ad onta
del pianto mio.

UGO
Deh! Parisina!

PARISINA
E vano.
Non è per lui più arcano
l'antico amore... Io lo svelai dormente:
desta il confermo.

UGO
E dove tu il confessi
indegno io ne sarei, s'anco il tacessi...
Odilo, o duca, io l'amo
più che la vita... dall'infanzia io l'amo...
e senza speme l'amor mio divoro.

Azzo, durante il discorso di Parisina ed Ugo, è rimasto
concentrato: nulla risponde.

AZZO
Custodi, al carcer loro
sian ricondotti. Fino al novello
sien del palagio mio chiuse le porte
a chiunque ei sia.

PARISINA
Morte è tal cenno.




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