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ERNESTO
(con un grido)
Morte!
AZZO
A che vieni? E presentarti
non chiamato ond'hai tu diritto?
ERNESTO
Santo io l'ho, se a risparmiarti
vengo, o duca, un rio delitto.
AZZO
Un delitto! a me!
UGO e PARISINA
Che intendo?
ERNESTO
Sì, un delitto atroce, orrendo!
Al mio crin canuto credi,
al terror in cui mi vedi...
guai se d'Ugo ai giorni attenti!...
Guai tre volte, guai per te!
UGO e PARISINA
Qual linguaggio!
AZZO
E quai spaventi
inspirar pretendi a me?
(alle guardie)
Ubbidite.
ERNESTO
Ah! no.
AZZO
T'invola.
Tanto ardire omai m'irrita.
UGO
Cessa, amico, e ti consola...
non espor per me tua vita.
ERNESTO
Duca! ah duca!...
AZZO
Olà, l'insano
tratto sia da me lontano.
ERNESTO
Versa dunque il sangue tuo...
Tu sei d'Ugo il genitor.
PARISINA
E fia vero?
UGO
Figlio suo!
AZZO
Ei mio figlio? (Un gelo ho in cor.)
ERNESTO
Matilde abbandonata,
dal tuo talamo scacciata,
me 'l fidava ancora infante,
e moriva di dolor.
Vi abbracciate.
AZZO ed ERNESTO
Oh, colpo!
PARISINA
Oh, istante!
UGO
Padre!
AZZO
Ugo!
UGO e AZZO
(Oh, mio terror.)
Per abbracciarsi; si arrestano ambidue appena si
avvicinano.
ERNESTO
Che veggo? T'arretri dal figlio, dal padre!
UGO e PARISINA
(O fato, è compiuta la nostra sventura.)
AZZO
(Fra noi si solleva, s'oppone la madre.)
ERNESTO
(Ah! sorda in quell'alma,
ah! muta è natura!)
AZZO, UGO e PARISINA
Per sempre, per sempre sotterra sepolto
deh! fosse rimasto l'arcano che ascolto.
Foss'egli un delirio dell'egra mia mente,
un'ombra fuggente ai raggi del dì!
Ma lassa/lasso è verace, lo provo, lo sento,
al fero sgomento che il cor mi colpi.
ERNESTO
(O vana speranza vent'anni nudrita,
oh! come in un punto al vento sei gita,
se al nome di padre, se al nome di figlio
asciutto quel ciglio rimane così!
Affetto malnato, colpevole amore.
I sensi de cuore più santi sopì.)
AZZO
Protettor d'un'empia madre,
ve' qual figlio hai tu serbato!
Empio anch'esso...
UGO
Ed empio il padre
da cui nacque...
ERNESTO
Forsennato!
UGO
Sì, lo sono... È gonfio il core
d'amarezza, di dolore...
Ei la madre mi ha rapita...
ei serbommi a trista vita...
mi restava l'amor mio,
l'amor mio sepolto in me...
or dinanzi al mondo e a Dio
questo amor delitto ei fe'!
Azzo è immobile e pensoso.
PARISINA
Ugo!... ah, cessa!...
UGO
Ov'è la scure?...
Tronchi dessa i miei tormenti.
PARISINA
(ad Azzo)
Non udirlo... a sue sventure
dona tu gli amari accenti.
Me, cagion di tanta pena,
me soltanto opprimi e svena...
Ma il tuo figlio... ah! no... non muoia...
Lo risparmia per pietà.
Breve silenzio: Azzo si riscuote.
AZZO
Teco il traggi. Ei viva.
ERNESTO e PARISINA
(Oh, gioia!)
UGO
Viver io!...
ERNESTO e PARISINA
T'affretta... va.
AZZO
T'allontana fin che in petto
di natura i moti io sento...
Sciagurato! un sol momento
li potrebbe soffocar.
(Ah! perché son io costretto
mio malgrado a lagrimar!)
UGO
Non è vita, è lunga morte,
pena eterna che mi dai:
le mie smanie tu non sai...
ti farian raccapricciar.
(Ah! mi lascia, o cruda sorte,
men colpevole spirar.)
PARISINA
Vanne: fuggi, è atroce scena
ERNESTO
Vieni:
all'Italia si risparmi.
Per pietà di più non farmi
di terror, d'orror gelar,
(Ah! chi mai morrà di pena,
s'io pur seguo a respirar!)
Ernesto strascina seco Ugo. Azzo accenna alle guardie di
allontanar Parisina.
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