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Felice Romani
Parisina d’Este

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quarta. Ernesto ed Ugo
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Scena quarta. Ernesto ed Ugo

 

ERNESTO
Oh! chi mai veggio? È desso.

UGO
Sì, son io: m'abbraccia, Ernesto.

ERNESTO
Ugo! (Oh, ciel!)

UGO
Che guati intorno?

ERNESTO
Taci, incauto! E a che sì presto
fai dal campo a noi ritorno?
Vieni meco, o sciagurato,
non ti vegga il tuo signor.

UGO
Di che temi? E sì turbato
sei per me? Qual feci error?

ERNESTO
Il più grave.

UGO
Oh, Dio! ti spiega.

ERNESTO
Il ritorno è a te conteso.

UGO
Con qual diritto? Chi me 'l nega?

ERNESTO
Chi può tutto. Il duca offeso.

UGO
Ed è noto alla duchessa?...
Parla, o padre... È noto ad essa?

ERNESTO
Quale inchiesta? E qual pensiero
in te d'essa, e in lei di te?
Tremi?... Di'... saria pur vero?...

UGO
(gettandosi nelle sue braccia)
Ah! pietà... leggesti in me.
Io l'amai fin da quell'ora
che fra noi fanciulla venne:
l'amai pure, e l'amo ancora
poiché sposa altr'uomo l'ottenne.
Né timor, né lontananza,
né dolor, né disperanza
han potuto dal mio core
quest'amore cancellar.

ERNESTO
Che mai sento? Ah! taci, insano.
Tanto osasti alzar la mente?
Non seguir... il tristo arcano
non sia noto ad uomo vivente.
A me stesso, o sventurato,
ei doveva restar celato...
T'era d'uopo un tal dolore
al mio core risparmiar.
Or che badi?... Un rio sospetto
già del duca in mente è desto.

UGO
La mia vita è in questo tetto,
morte altrove... io resto, io resto.

ERNESTO
Forsennato! E la ruina
farai tu di Parisina?
Non sai tu del duca amante
l'implacabile rigor?

UGO
Partirò; ma un solo istante
pria vederla ho fermo in cor.
Per le cure, per le pene
che quest'orfano ti costa,
mi concedi un tanto bene,
la mia vita è in lei riposta.
Un suo sguardo, un solo sguardo
temprerà la fiamma ond'ardo:
prenderò da lei la forza
di partire, e non morir.

ERNESTO
Vieni, vieni: invan tu speri
ch'io consenta a tanto errore.
Qui de' passi e dei pensieri
è ciascuno esploratore...
Qui le mura, i sassi, i venti
hanno orecchio ed hanno accenti...
Qui neppure il suol profondo
ti potria da lui coprir.

Lo tragge seco; escono entrambi velocemente.

Giardino nell'isola di Belvedere.
In fondo scorre il Po.




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