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Arturo che pocanzi era uscito, e si era fermato un
momento in disparte, si avanza con trasporto che
poi raffrena.
ROSMONDA
T'appressa, Arturo.
ARTURO
Al fin di gioia un raggio
veggo negl'occhi tuoi.
ROSMONDA
Gioia fugace,
come raggio di sole in ciel piovoso.
ARTURO
Pur lieto, e avventuroso
giorno è questo per te. (Tu soffri, o core;
ella gioisca.) Dalla doma Irlanda
giunge carco d'allori il mio signore.
ROSMONDA
Edegardo! oh, contento!
ARTURO
(Oh, mio dolore!)
ROSMONDA
Né a me vien esso?
ARTURO
A te per poco il toglie
grave cura... del re: da lui
spedito
or mel diceva un messo, ed aggiungea
che un vecchio cavalier libero ingresso
in queste soglie per suo cenno avrìa.
ROSMONDA
Un vecchio cavalier!... Cielo!...
Che fia!
ARTURO
Nobile, e umano cor, dal re diletto,
caro a tutta Inghilterra... Egli conforto,
sostegno esser ti puote in ogni evento.
ROSMONDA
Il suo nome?...
ARTURO
Clifford.
ROSMONDA
Oh, mio spavento!
ARTURO
Tremi! Il conosci tu?
ROSMONDA
Lassa! ei m'è padre...
Rosmonda io son.
ARTURO
Rosmonda!
ROSMONDA
Ahi, sciagurata!
Chi mi asconde al suo sdegno?...
ARTURO
Alcun si appressa:
ti ritira infelice.
ROSMONDA
Ah! non poss'io...
Il tremante mio piede è fitto al suolo.
ARTURO
Eccolo.
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