|
LEONORA
Fermati; il dì novello è lungi ancora.
ENRICO
È vero... al mio desire pigro è il volo del
tempo.
LEONORA
A che l'affretti?
Che speri tu ch'ei rechi?
Ah! pria ch'ei m'abbia
dal tuo fianco a bandir, fia che rovesci
dai fondamenti suoi l'isola intera.
ENRICO
T'acqueta, ormai l'altera
favella tua più sbigottir non puote
un'alma che ha ripresi i dritti suoi.
LEONORA
Tuoi dritti? E i miei dimenticar tu puoi?
Duca di Normandia,
chi re ti fece? Chi tesori, ed armi,
chi consigli ti diede? Io sola in Londra
ti acquistai partigiani, io ti composi
i discordi voleri, io ti guidai
per facil via dell'Inghilterra al soglio.
ENRICO
E vi sedette il tuo superbo orgoglio.
Sola regnar volevi,
tu sola, in nome mio; ferreo stendesti
sulla corte il tuo scettro, e su me stesso:
devoto, e a te sommesso
per appagare ambizion fatale,
sposo cercavi...
LEONORA
Ambizione! E quale?
Mi splendeva un serto in fronte
qual non è quel ch'io ti diedi:
ebbi Europa, ed Asia ai piedi
pria che l'Anglia, ed il suo re.
ENRICO
Sulla Senna, e sull'Oronte
son pur chiari i vanti tuoi:
sul Tamigi aver non puoi
degno luogo accanto a me.
LEONORA
Or m'insulti!... E un dì
sapesti
lusingarmi, o menzognero.
ENRICO
Ne ho rossore.
LEONORA
E tu cogliesti
de' miei falli il frutto intiero.
ENRICO
Ne ho rimorso.
LEONORA
Ah! l'abbi, ingrato,
di obliar l'amor giurato,
di sprezzar un cor fedele
che t'amò di tanto amor.
ENRICO
Tu mi amasti! Tu!!
LEONORA
Crudele!
Io ti amava... e ti amo ancor.
Caro, sebben colpevole,
sento che ancor mi sei;
io non ti posso perdere,
non so partir da te.
Regna pur solo e libero
sovra i tuoi Stati, e i miei.
Solo il tuo cor desidero;
tutto è il tuo cor per me.
ENRICO
Tanto dimessa, e supplice
tu per amor non sei...
l'ire che in cor ti fremono
mal tu nascondi a me.
Serba i tuoi Stati, e lasciami
pago regnar sui miei;
barriera insuperabile
fra me s'innalza a te.
LEONORA
Dunque immolarmi, o perfido,
ad altra donna or vuoi?
Parla.
ENRICO
Io vo pace: io sciogliermi
voglio dai lacci tuoi. Quel che
fia poi, nol chiedere.
LEONORA
Va' traditor; Io so
ma trema... Ancor qual esule
varcato il mar non ho.
Tu sei mio... per sempre mio;
discacciarmi invan tu brami:
sono eterni i tuoi legami;
il destin li fabbricò.
Quel ch'io posso, chi son io
tu vedrai dell'ara al piede...
altre faci, ed altre tede
di mia man vi accenderò.
ENRICO
Nel tuo cuore appien vegg'io:
nuovi orrori invan tu trami;
son già sciolti i miei legami,
una furia li spezzò.
Fra i tuoi sdegni, e l'odio mio
si frapponga il mare in guerra
ambidue l'istessa terra
sostener, nutrir non può.
Partono minacciosi.
Galleria nella torre di Rosmonda. Da un lato una scala
conduce alle sue stanze: dall'altro avvi la porta d'ingresso.
Di fronte si vede l'orologio del castello.
|