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Felice Romani
Rosmonda d’Inghilterra

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  • ATTO SECONDO
    • Scena settima. Enrico e Rosmonda
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Scena settima. Enrico e Rosmonda

 

ENRICO
Me tu fuggi!

ROSMONDA
(Io gelo.)

ENRICO
Rosmonda!

ROSMONDA
(Oh, fatal voce!)

ENRICO
Edegardo non odi?

ROSMONDA
Ah! mai non fossi
stato Edegardo tu! Mai non ti avessi
nel mio ritiro udito! A che mai vieni!
Il mio pianto a mirar? Onta mi fora,
barbaro, innanzi a te versarne ancora.

ENRICO
Più non ne verserai,
mai più, Rosmonda. Già d'Enrico sposa
t'acclamano i primati, e d'Inghilterra
universal desìo, ti chiama al trono...

ROSMONDA
Al pianto, al pianto condannata io sono.
Tu stesso al padre or rendimi...
consola il veglio afflitto...
minori il tuo delitto
quest'atto di pietà.

ENRICO
Te vuol rapirmi il barbaro,
te sposa altrui destina;
quando sarai regina
grazia, e favore avrai.

ROSMONDA
Regina! io!... Nol credere;
mai nol sarò.

ENRICO
Già il sei.

ROSMONDA
Ah! sol di te son vittima...
fuggi dagli occhi miei.
Ch'io più non t'oda...

ENRICO
Ingrata!
Tanto sei tu cambiata!
ria mercé tu dai
all'amor mio fedel!

ROSMONDA
Il debbo... io lo giurai.

ENRICO
A chi?

ROSMONDA
All'onore, al ciel.

ENRICO
Giurasti un ... rammentalo...
d'amarmi ognor giurasti;
presente il ciel medesimo
ai giuri tuoi chiamasti:
speranze, onor, ventura,
tutto ponevi in me...
Ah! non sarai spergiura
non mancherai di .

ROSMONDA
Non io, non io dimentica
son di quei giuri, il sai:
quell'Edegardo rendimi
cui l'onor mio fidai...
Quell'alma onesta e pura,
quel nobil cor dov'è?
Oh! eterna mia sventura
qui non vegg'io che il re.

Batte l'ora, Rosmonda si scuote, e prorompe in un grido.

ROSMONDA
Ah!

ENRICO
Qual terror!

ROSMONDA
Me misera!
L'ora inoltrò!

ENRICO
Qual'ora?

ROSMONDA
L'ora che dée dividerci...
Lasciami per pietà.

ENRICO
Ingrata! E insisti ancora?

ROSMONDA
Fino alla morte. Va'...

ENRICO
Concedo un breve istante
al tuo timore insano;
se puoi scordar l'amante,
rammenta il tuo sovrano...
Pensa che sprezzo, e sdegno
per la tua destra un regno,
pensa che freno, ed argine
immenso amor non ha.

ROSMONDA
Ah! nel mio cor tremante
pace tu speri invano...
Me la rapì l'amante,
darla non può il sovrano.
Penso che d'Anglia il regno
di un altro amor fu pegno;
penso che più colpevole
il tuo furor ti fa.

Rosmonda si allontana rapidamente, Enrico parte.

Parte solitaria dei giardini in Woodstock: avvi un
boschetto di platani, ed una fontana ombreggiata
da salici piangenti.




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