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Emanuele Bidera
Gemma di Vergy

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  • ATTO PRIMO
    • Scena seconda. Rolando e detti
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Scena seconda. Rolando e detti

 

ROLANDO
Guido!

GUIDO
Ebben?

ROLANDO
Il messaggio ha compito.

GUIDO
Gemma!

ROLANDO
Gemma non ha più marito.

TUTTI
Oh, sventura!

ROLANDO
(dando i fogli a Guido)
Del prence il voler
tu le annunzia.

GUIDO
Penoso dover!
Questo sacro augusto stemma
di chi schiude al ciel le porte,
pianto a tutti, e reca a Gemma
duolo eterno e forse morte.
Ah! chi mai per tal sciagura
chi non piange di dolor?
Ripudiata in queste mura
lungi andrà dal suo signor.
Nella stanza, che romita
al dolor dischiude il cielo,
languirà questa avvilita
come un fior che non ha stelo:
mai dell'odio la tempesta,
mai s'accolga nel suo cor,
ché tremenda, ché funesta
è l'offesa dell'amor.

CORO
Qua, Rolando, e narra a noi
l'alte imprese degli eroi:
de' francesi, e degl'inglesi
le battaglie, ed il valor.

ROLANDO
Vidi cose, che ridire
la mia lingua a voi non basta:
de' francesi fremon l'ire:
ma non brando, ma non asta
frena il torbido britanno,
d'ogni danno apportator.
Solo d'Orléans la donzella
argin pone al suo furor.

CORO
Qual prodigio! Una donzella
argin pone al suo furor?
Narra, narra, e di' com'ella
pervenisse a tanto onor!

ROLANDO
Ella è senno, è brando, è duce
per cittadi e per castella;
strage e morte all'anglo adduce:
è cometa che flagella
coll'infausto suo splendor.
Dei francesi ell'è la stella.
Scudo immenso, e difensor.

CORO
Viva d'Orléans la donzella,
nostra speme, e nostro amor.

GUIDO
Una preghiera unanime
per Gemma...

CORO
Ah! si preghiamo.

ROLANDO
(a Tamas)
T'alza infedel.

TAMAS
Che vuoi?

ROLANDO
Non déi pregar con noi!

TAMAS
(s'alza furioso)
Pregate voi? Perché?
Perché Gemma soffra lieta
l'onta infame di un ripudio?
E a qual nume, a qual profeta
può innalzar sua prece il cor?
Lo potreste, allor che il grido
di vendetta accolto fosse
se del vil che la percosse
s'eternasse il disonor.

ROLANDO
Frena, ah! frena il vile accento,
o sei spento, traditor.
(caccia un pugnale)

TAMAS
Su, mi svena; a che t'arresti?
A quel mal che tu mi festi
morte è un bene, che gli affanni
di molt'anni troncar può.
Mi togliesti a un sole ardente,
ai deserti, alle foreste,
perché fossi ognor languente
qui fra nembi, e fra tempeste;
mi togliesti e core, e mente,
patria, nome, e libertà.
(Ma di fiamma onnipossente
arde il core, e niuno il sa.)

CORO
La bestemmia del furente
non ascolti il cielo irato!
Guai! se il folgore possente
su quel capo ei scaglierà.

TAMAS
Verrà che il saraceno
vendicato appien sarà.
(Ma l'amor che m'arde in seno
nessun uom distruggerà.)

CORO
Morte, morte al saraceno;
farlo salvo è crudeltà.

ROLANDO
Lascia, Guido, ch'io possa
vendicare l'oltraggio a cui discese.

TAMAS
Indietro, sciagurati!

ROLANDO
Una parola
se aggiungi

TAMAS
Indietro, o ch'io

ROLANDO
Vile!

GUIDO
T'arresta. Lo punisca Iddio.




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