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CONTE
Guido! Io tremo!... Questo sangue?
Dimmi, Gemma è morta?
GUIDO
(freddamente)
No.
TUTTI
(con gioia) No?
CONTE
Ah! la vita già fuggita
nel mio seno ritornò.
CORO
Ah! la vita già fuggita
nel suo seno ritornò.
CONTE
Di chi è dunque?
GUIDO
(con dolore)
Di Rolando.
CONTE
Chi l'uccise? Come? Quando?
GUIDO
Tamas, disse, e poi spirò.
CONTE
Ch'ei non fugga: del castello
custodite sien le porte:
l'assassin fra le ritorte
trascinate al suo signor.
A mie nozze inaugurate
quali auspici di terror!
CORO
Sul reo capo pende morte,
ei fia sacro al tuo furor.
Strascinato fra ritorte
fia lo schiavo traditor.
CONTE
Un fatal presentimento
in quel sangue io veggo scritto:
del rimorso lo spavento
agghiacciare il sen mi fa.
Io di Gemma ho il cor trafitto,
e rea pena il ciel men dà.
CORO
Grave, estremo fu il delitto,
pena estrema il vil ne avrà.
CONTE
Abbia tomba Rolando. Oh, mio fedele,
prode scudiero mio! Parlami, Guido,
la misera che fe'?
Arcieri partono.
GUIDO
Che far potea
la sventurata?
CONTE
Narrami, piangea
in lasciar queste mura?
GUIDO
Ella qui stassi ancor.
CONTE
(spaventato)
In queste soglie
la prima sposa, e la novella moglie?
(sdegnato)
Così il cenno eseguisti?
GUIDO
Solo quest'oggi giunse
noi Rolando.
CONTE
Ah! fa' che tosto parta
questa donna infelice, e perigliosa.
L'altra attendo fra poco...
GUIDO
Un'altra sposa?
Perdona, e di': dal punitor rimorso
chi assolver ti potrà?
CONTE
Mille ragioni,
e l'infecondo nodo,
necessità d'un successor, l'espresso
voler del re.
GUIDO
Vi aggiungi, e sta se il puoi,
dal non fremerne in core,
altra ragion più forte.
CONTE
E quale?
GUIDO
Amore.
CONTE
Oh, va! Fa', ch'ella parta, e che non sappia
del suo schiavo fedel qual sia la sorte.
GUIDO
Ti ricorda, signor, nel giudicarlo,
ch'egli orfano, straniero,
senza difesa è qui.
CONTE
Son cavaliero.
Partono.
Sala di giustizia.
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