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Emanuele Bidera
Gemma di Vergy

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  • ATTO PRIMO
    • Scena nona. Il Conte e detti
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Scena nona. Il Conte e detti

 

CONTE
È questo, su cui siedo,
degli avi miei l'ereditato seggio.
A noi die' Carlo Magno
di suprema giustizia immune il dritto.
Ora di gran delitto
giudicare dobbiamo. Il reo s'avanzi.
Infido saraceno!
Alla mortal contesa, onde uccidesti
il mio prode scudier, qual fu cagione?

TAMAS
L'odio, che per dieci anni
m'arse sepolto in seno.
Odio sai tu che sia
d'un arabo nel cor? Inferno è l'odio
che dissipato è a stento
col sangue vil dell'inimico spento.

CONTE
Onde di tanta rabbia in te sorgente?

TAMAS
Ei mi ferì, mi tolse
e padre, e libertà.

CONTE
volger d'anni
così atroce pensiero
cancellò dalla mente?

TAMAS
Arabo io sono e l'ebbi ognor presente.
La vista di quel crudo
fu supplizio per me. A quell'aspetto
mi tornava al pensiero
la libertà rapita,
il padre, e la ferita,
il luogo dov'io nacqui,
il deserto, le selve, e pur mi tacqui.
Del suo, del viver mio l'ora suprema
oggi segnò il destin. Osò l'audace
provocar l'ira mia, trafitto ei giace.

CONTE
Ne' barbari tuoi modi
il tuo stesso furor mi fa pietade.
Lascia queste contrade,
torna ne' tuoi deserti. Ecco dell'oro.
Parti.
(gli getta una borsa)

TAMAS
Partir non posso.

CONTE
(sorpreso)
Questi luoghi lasciar che tu detesti
perché non vuoi?

TAMAS
Vuole il destin ch'io resti.

CONTE
Che mai qui ti trattiene?

TAMAS
Il mio destino.

CONTE
Favella.

TAMAS
mio segreto.

CONTE
Io l'indovino.
A novella vendetta hai tu serbato
il pugnal che s'offerse a' sguardi miei.
Un altro uccider brami.

TAMAS
E quel tu sei.

CONTE
(s'alza con impeto)
Tigre uscito dal deserto,
d'uman sangue sitibondo,
tu morrai, ché più non merti
clemenza, né pietà.
(agli arcieri)
Strascinate il furibondo
dove morte, e infamia avrà.

TAMAS
Libertà mi diede, e vita
nell'Arabia, un Dio possente,
tu mi uccidi, e pria rapita
mi hai, fellon, la libertà.
La bestemmia del morente
il tuo nome infamerà.

CONTE
Sia quel reo sospeso allaccio.

TAMAS
Assassini! A questo braccio...
(prende un ferro da un arciero)

TUTTI
Morte!

TAMAS
(per uccidersi)
Io libero morrò.




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