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DAMIGELLE
(uscendo da una porta)
Grazia!
CORO
Morte!
DAMIGELLE
Grazia!
TAMAS
No.
GEMMA
Vivi.
CONTE e ARCIERI
Gemma!
TAMAS
Ah! sì: vivrò.
(Un suo sguardo, ed un suo detto
questo braccio disarmò.
Fuggì l'ira dal mio petto,
e l'amor vi ritornò.)
GEMMA
(Ciel, da te sia benedetto
quando a dirgli imprenderò:
tu riaccendi nel mio petto
quell'amor che mi giurò.)
CONTE
(Ah! di Gemma il mesto aspetto
sostener com'io potrò!
Cento affetti in un affetto!
quì la sorte combinò.)
GUIDO e CORO
Dio di pace, in questo tetto,
dove amore un dì regnò,
fa che torni quell'affetto
che discordia allontanò!
GEMMA
Mio signor, non più mio sposo
se la morte a me giurasti,
una vittima ti basti,
due svenarne è crudeltà.
Salva Tamas.
CONTE
Ei vivrà.
TAMAS
(Per me prega l'infelice
non per lei.)
CONTE
(a Tamas)
Va', ti perdono.
(a Gemma)
Benché la vita ei più non merti,
salvo ei sia, giacché il bramasti:
di sua vita a te fo dono,
e un addio...
(per partire)
GEMMA
Se un dì mi amasti,
se, crudele, or non mi sprezzi,
deh! mi ascolta.
CONTE
E che dir vuoi?
GEMMA
Che una sposa oggi tu sprezzi,
e fai onta a' dritti suoi.
CONTE
Fu destino.
GEMMA
Hai tu deciso?
Dunque è ver?
CONTE
Date diviso
mi ha fatal necessità.
TAMAS
(Cor di smalto.)
TUTTI
Oh, crudeltà!
GEMMA
E l'anello coniugale,
e l'altare, e il sì fatale,
e quel nume che invocasti,
tutto, di', tutto scordasti?
Tutto?
CONTE
Tutto omai finì.
GEMMA
Conte! ah! no, non dir così.
(si getta ai piedi del Conte)
TAMAS
(Sconoscenza!)
CORO e GUIDO
(Infausto dì!)
Il Conte la rialza.
GEMMA
Di' ch'io vada in Palestina
scalza il piede a sciorre un voto;
non vi è lido sì remoto
dove Gemma non andrà.
Ah, non far ch'io maledica
questo sol, per mia sventura,
che feconda la natura
e che sterile mi fa.
TAMAS
(Non si scuote, non si piega
come scoglio in mare ei stà.)
GUIDO e ARCIERI
Per la misera, che prega,
non ha senso, né pietà.
CONTE
(Mai non parve agli occhi miei
così bella ed innocente,
io calpesto, sconoscente,
l'innocenza e la beltà.)
Basta, o Gemma... ah! ch'io non posso...
GEMMA
(gridando con gioia e baciandogli la mano)
Parla... dimmi... ah! sei commosso?
Una lagrima amorosa
sulla mano mi piombò.
TUTTI
Quella lagrima pietosa
scese, e Gemma trionfò.
Suoni lontani.
GUIDO
Ma qual suon?
CONTE
(per partire)
Ah! la mia sposa.
TUTTI
La sua sposa!... Oh, tristo evento,
che la gioia dissipò!
GEMMA
Fui tradita, ah, disleale!
D'ogni dritto insultatore!
Vil spergiuro, il mio furore
oggi apprendi a paventar!
Nel mio cor dal tuo sprezzato,
la vendetta ha sede e regno,
dalle furie del mio sdegno
nessun dio ti può salvar.
CONTE
Ma non cangia, o sciagurata,
vano sdegno, e vil lamento:
io disprezzo, e non pavento
il tuo vano minacciar.
Vanne alfin, né sia destata
l'ira ond'io già colmo ho il petto.
Un tuo sguardo, un moto, un detto
la potrebbe suscitar.
TAMAS
(Una furia ho nella mente,
un demonio che mi grida,
ch'io l'atterri, e l'empio uccida,
tanto oltraggio a vendicar.
Oh, infelice! I tuoi bei giorni
fur consunti, fur distrutti:
avvilita, e in odio a tutti
solo a me ti puoi fidar.)
GUIDO e CORI
Dall'abisso uscì la fiamma
fu discordia che l'accese,
quì scoppiò di rie contese
nuovo inferno a suscitar.
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