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Emanuele Bidera
Gemma di Vergy

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  • ATTO SECONDO
    • Scena seconda. Il Conte seguito da cavalieri e detti
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Scena seconda. Il Conte seguito da cavalieri e detti

 

CONTE
Ida, diletta sposa! Oh! dimmi ancora
che al sen ti stringa, e che da te pur oda
siccome all'amor mio, l'amor risponda
che a me ti stringe.

IDA
Immensamente io t'amo,
sin da quel che a' sguardi miei t'offerse
quel Dio che a te mi lega, e il nostro nodo
benedirà. Ti vidi ne' tornei,
in Arles nelle feste, e da quel giorno
cosa di ciel mi sei. T'amo, sì, t'amo
quanto un cor mai lo possa.

CONTE
(l'abbraccia con affezione)
Alcun riposo
dal cammin lungo or prendi, e voi fedeli,
(alle damigelle)
voi la scorgete in più tranquilla stanza.
In breve io ti raggiungo.

IDA
Ah! sì, t'affretta;
di pace ha d'uopo, e da te il cor l'aspetta.

Parte con damigelle accompagnata dal Conte.

CONTE
Congiunti, cavalier qui senza fasto
all'imeneo novello
testimoni vi chiesi. Ogni splendore
fora insulto al dolore
della reietta.




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