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CONTE
Oh, Guido! Ancor qui sei,
né t'affrettasti?...
GUIDO
Ingombre eran le vie
d'accorrenti al castello, e stimai quindi
non esporre al periglio
del dileggio comun quella infelice:
e se di Gemma ancor parlar qui lice...
CONTE
Che chiedi? parla...
GUIDO
Il pegno di tua fede
per me ti rende, e lagrimando disse:
torna al mio sposo, ah! torna
questo anello nuzial, digli che lieto
non egli andrà del suo novello Imene:
che il suon delle mie pene
come stridor di folgore
dovunque il seguirà: ch'io l'amo ancora
come un tempo l'amai, che ancor l'adoro;
ma che...
CONTE
Deh! taci... o qui d'affanno io moro.
Ecco il pegno ch'io le porsi!...
Pegno, o Dio! d'eterna fede!
Io l'infransi... Oh! ria mercede
al suo fido intenso amor!
Quanti sveglia in me rimorsi
questo muto accusator!
Deh! per sempre a me tu cela,
dolce amico, il triste anello
luce infausta vien da quello
al mio sguardo, ed al mio cor,
qual di face che altrui svela
d'una tomba lo squallor.
GUIDO
Ti renda Dio propizio
padre di cara prole,
e in quella prole ai posteri
il genitor vivrà.
CONTE
Questa soave immagine
calma i miei spirti, e parmi
veder sereno splendere
il tempo che verrà.
Se il ciel consente arridermi,
se padre udrò chiamarmi,
un giorno di letizia
il viver mio sarà.
GUIDO
Gemma infelice! un raggio
per te vibrava il sole,
ma di più dense tenebre
s'è ricoperto già.
Partono tutti.
Atrio che mette in un delizioso giardino.
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