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GEMMA
(La mia rivale!)
IDA
(Incerta io son!)
GEMMA
(Parla fra sé! Che dice?)
IDA
(Ida, sarai felice?)
GEMMA
(Quanto è misera Gemma.)
IDA
(Gli è ver che il Conte m'ama!...)
GEMMA
(Ei l'ama? Oh, gelosia!)
IDA
(Ma un'altra amava un dì.)
GEMMA
(sospirando)
Purtroppo! Oh Dio!
IDA
Chi è mai? Ah! che vegg'io?
GEMMA
Io fui di Gemma ancella.
IDA
(con sorpresa)
Di Gemma?
GEMMA
(In Arles... mi ricordo. È quella!)
IDA
(con contegno)
Tra le altre te non vidi.
GEMMA
Qui mi ritenne il pianto.
IDA
Questo lugubre ammanto, oggi contrasta
splendor della mia corte.
GEMMA
E questa
convenevole vesta al nero stato
del dolente mio core.
IDA
Io mal vi reggo:
se ami la tua signora,
va’, la raggiungi.
GEMMA
(con mistero)
Non è tempo ancora.
IDA
(turbatissima)
Qual mai sospetto, o cielo!
Uscir da queste soglie
a te chi vieta?
GEMMA
Di Vergy la moglie.
(Ida per fuggire, Gemma la raggiunge, l'afferra
per un braccio, la strascina innanzi con tutta la
rabbia, e dice sotto voce:)
Non fuggir che invano il tenti,
rea cagion de' mali miei:
d'Arles tu più non rammenti
quelle feste e quei tornei?
Né tu ignori, o seduttrice?
Questo è il guardo che ora rende
te beata, me infelice,
e il mio sposo un traditor.
IDA
(con rabbia)
Quale affronto?
GEMMA
A te dovuto.
IDA
(con voce alta)
Io punirti...
GEMMA
(con pugnale)
Taci.
IDA
Aiuto!
Conte!
GEMMA
Taci.
IDA
Ah!
GEMMA
Taci, o ch'io
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