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Emanuele Bidera
Gemma di Vergy

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  • ATTO SECONDO
    • Scena decima. Tamas e detta
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Scena decima. Tamas e detta

 

TAMAS
Gemma.

GEMMA
(per partire)
(Si eviti.)

TAMAS
(Che Gemma m'abborrisca, io no, non merto.)

GEMMA
Mal genio del deserto
puoi chieder da me?

TAMAS
(con mistero)
Gemma, fuggiamo.

GEMMA
Fuggir! Dov'è quell'empio?

TAMAS
A giurar nuova fede ei mosse al tempio.

GEMMA
Al tempio! Ah no, tu menti.

TAMAS
Gl'inni al tuo Dio non senti?
(strascinandola al verone)
T'appressa e mira...

GEMMA
Tamas tu mentisci.

TAMAS
Mira! Dischiuso è il tempio... impallidisci.

GEMMA
(colpita)
Non è ver: non è quel tempio
schiuso a rito nuziale.
Non può a Dio, non può quell'empio
nuovo giuro profferir.
Ogni sposa al sì fatale
si vedrebbe inorridir.

TAMAS
Che più speri. II nodo è infranto
ardon già novelle tede:
non d'affanno, non di pianto:
tempo è questo di fuggir.
Se a te stessa non dai fede
è delirio il tuo martir.

GEMMA
Ah! voliamo a rovesciare
quell'altare.
(per avviarsi)

TAMAS
(trattenendola)
Quegli amori
han per tempio l'universo,
are ardenti son quei cori...
Chi li spenge? Chi li atterra?

GEMMA
Cielo e inferno or mi fan guerra
che farai tu, Gemma, intanto?

TAMAS
Ora è questa non di pianto
questa è l'ora...

GEMMA
(disperatissima)
Di morir.
Me tu svena e poi mi lascia
corpo esangue in queste soglie:
vegga l'empio e la rea moglie,
quanto amor s'accolse in me.

TAMAS
(amoroso)
Io svenarti? A fuoco lento
arder pria le man vorrei:
cento vite avessi e cento,
mille morti affronterei:
questo cor tu non conosci,
se la morte chiedi a me.

GEMMA
(disperata)
Qual consiglio!

TAMAS
Un solo.

GEMMA
E quale?

TAMAS
Questo istante è a te fatale:
l'ora è questa...
(come in atto dipartire)

GEMMA
(inorridita)
Di fuggir?
Sì, fuggiam...

TAMAS
Doman.

GEMMA
Domani?
Oh! domani io sarò morta!
Gelosia mi strazia a brani!
Tu m'adduci, tu mi scorta.
Morte son qui le dimore...
Tu non sai che cosa è amore.

TAMAS
Io? Deh! taci...

GEMMA
Ah! mai geloso
tu non fosti?

TAMAS
Io? Taci... in petto
ho l'inferno.

GEMMA
Ah! sii pietoso,
se non parto, se qui resto
disperata morirò!

TAMAS
Taci, parto; lo schiavo fedele
le tue furie già sente nel seno:
un ignoto destino crudele
già governa la mente ed il cor.
Le mie vene tutte arde un veleno
tutto avvampo di un nuovo furor.

GEMMA
Va', ti attendo: seguirti s'io pieghi
tu per forza mi strappa, mi traggi:
pianti, smanie, comandi, né preghi,
a pietà non ti muovino allor.
Tu m'invola del crudo agli oltraggi,
e, se resto, tu svenami ancor.

Tamas parte.




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