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| Emanuele Bidera Marin Faliero IntraText CT - Lettura del testo |
FERNANDO
No, no, di abbandonarla
senza un addio core non ho che basti.
Partir m'è forza; dell'iniquo Steno
l'oltraggiose al suo onor infami note
necessità l'han fatto.
D'un sfortunato amore,
addio, care speranze!
Case paterne, ov'io
vissi e crebbi con lei, per sempre addio,
di mia patria bel soggiorno,
rivederti io più non spero;
sussurar più a me d'intorno,
aure amiche, non v'udrò.
Cari luoghi ore ridenti,
mi sarete ognor presenti,
né godervi, né scordarvi,
no, giammai io non potrò.
A tanto martoro
resister non so.
Lontan da chi adoro,
d'angoscia morrò.
Un solo conforto
il cor mi sostiene,
pensar che gli affanni
rattempro al mio bene.
Se render m'è dato
men tristo il suo fato,
la morte contento
sfidare saprò.
Ma giunge alcun: è dessa!
Felice me!