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Emanuele Bidera
Marin Faliero

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Scena quattordicesima. Steno, in abito di maschera, e detto

 

STENO
Leoni, non ti stupir.

LEONI
Che veggio?
Stamane condannato
osi al ballo venir! A che ti guida
un amor sventurato!...

STENO
Sarò a tutti nascosto, ed anco a lei.
È ver, io l'amo, e tanto
io l'amo più, quanto è crudel mia sorte...
l'odio dell'amor è ancor più forte.

LEONI
Calmati, Steno. Qui gioia ed oblio...
Arriva il doge; sii prudente.

STENO
Addio.
(si pone la maschera, e va a confondersi coi
cavalieri nella sala)




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