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Emanuele Bidera
Marin Faliero

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Scena quinta. Elena, Irene e damigelle

 

ELENA
Tutto or morte, oh Dio, m'invola!
Sempre trista e sempre sola
fra due tombe io piangerò.
Or su me la sorte irata
tutti i fulmini scagliò!

CORO
Or su lei la sorte irata
tutti i fulmini scagliò!

ELENA
Dio clemente, ahi! Mi perdona.
Rea son io, pregar non oso.
Ah, se il cielo mi abbandona,
senza madre e senza sposo,
io deserta, io sciagurata,
dove i passi volgerò?

IRENE
Deh, ti placa, o sventurata.

ELENA
Son l'orror della natura!

CORO
L'infelice è disperata!

ELENA
Il tenor di ria ventura
giorno e notte io piangerò!

IRENE
Nel tenor di tua sventura
sempre teco io resterò.

TUTTE
Deh, ti placa, o sventurata,
sempre teco io piangerò!

ELENA
Fra due tombe, tra due spettri
i miei giorni passeranno;
una spada ed una scure
a me innanzi ognor staranno;
sotto i passi un mar di sangue
i suoi flutti innalzerà.
Solo a me spietato il fato
una tomba negherà.

CORO
Fia per lei la morte adesso
non supplizio, ma pietà!

Sala del consiglio dei Dieci.




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