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Pio XII
Orientales omnes Ecclesias

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Introduzione1

 

1. Tutte le chiese orientali - come insegna la storia - sono state sempre amate di tenerissimo affetto dai romani pontefici, e perciò essi, mal tollerando il loro allontanamento dall'unico ovile e «spinti non già da umani interessi, ma soltanto da divina carità e dal desiderio della comune salvezza»,2 le invitarono con ripetute istanze a far ritorno il più presto possibile a quell'unità dalla quale miseramente si allontanarono. Poiché i medesimi sommi pontefici ben sanno per esperienza l'abbondanza dei frutti che deriveranno da questa unione felicemente reintegrata a tutta la cristiana società, e in particolare modo agli stessi orientali. Infatti dalla piena e perfetta unità di tutti i cristiani non può non derivare un grande incremento al corpo mistico di Gesù Cristo e alle sue singole membra.

2. A questo proposito è da notare che gli orientali non hanno per nulla a temere d'essere costretti, per il ritorno all'unità di fede e di governo, ad abbandonare i loro legittimi riti e usi: la qual cosa i Nostri predecessori più di una volta apertamente dichiararono. «Non c'è ragione di dubitare che perciò o Noi o i Nostri successori detrarremo alcunché dal vostro diritto, dai privilegi patriarcali e dai rituali usi di ciascuna chiesa».3

3. E sebbene non sia ancor giunto quel fausto giorno nel quale Ci sarà dato di abbracciare con paterno affetto tutti i popoli d'oriente, tornati all'unico ovile, tuttavia vediamo con gioia che non pochi figli di queste regioni, i quali, avendo riconosciuto la cattedra del beato Pietro come la rocca della cattolica unità, perseverano con somma tenacia nel difendere e stabilire questa stessa unità.

4. A tal riguardo Ci compiacciamo di ricordare oggi i singolari meriti della chiesa rutena non solo perché si distingue per il numero dei seguaci e per lo zelo di conservare la fede, ma anche perché ora si compiono 350 anni da quando essa ritornò felicemente alla comunione della sede apostolica. Il qual fausto evento, se conviene sia celebrato con grato animo particolarmente da coloro cui appartiene, pure stimiamo opportuno richiamarlo alla memoria di tutti i cattolici, sia perché rendano a Dio perenni grazie di questo singolare beneficio, sia perché lo supplichino con Noi di sollevare benignamente e mitigare le presenti angustie e ansietà di questo dilettissimo popolo, di difenderne la santa religione, di sostenerne la costanza e di conservarne intatta la fede.

 




1 PIUS PP. XII, Litt. enc. Orientales omnes 350 elapsis annis, ex quo Ruthenorum Ecclesia Apostolicae Sedi feliciter coagmentata est, [Venerabilibus Fra tribus Patriarchis, Primatibus, Archiepiscopis, Episcopis, aliisque locorum Ordinariis, pacem et communionem cum Apostolica Sede habebtibus), 23 decembris 1945: AAS 38(1946), pp. 33-63.

Ricostruzione storica delle vicende che portarono la chiesa rutena all'unione con Roma. Il martirio di san Giosafat. Migrazioni verso l'America. Analisi dei vantaggi derivati dall'unione di Brest e difficoltà successive. Angoscia e dolore per la tristissima situazione creatasi dopo la II guerra mondiale: una chiesa perseguitata. Ma fiducia in tempi migliori.

 



2 LEO XIII, Epist. apost. Praeclara gratulationis (20.6.1894): Acta Leonis XIII, t. XIV p. 201.

 



3 LEO XIII, loc. cit.

 






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