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La chiesa di Cristo, fedelissima depositaria della divina educatrice
saggezza, non può pensare né pensa d'intaccare o disistimare le caratteristiche
particolari, che ciascun popolo con gelosa pietà e comprensibile fierezza
custodisce e considera qual prezioso patrimonio. Il suo scopo è l'unità
soprannaturale nell'amore universale sentito e praticato, non l'uniformità,
esclusivamente esterna, superficiale e per ciò stesso debilitante. Tutte quelle direttive e cure, che servono ad un saggio ordinato
svolgimento di forze e tendenze particolari, le quali hanno radici nei più
riposti penetrali d'ogni stirpe, purché non si oppongano ai doveri derivanti
all'umanità dall'unità d'origine e comune destinazione, la chiesa le saluta con
gioia e le accompagna con i suoi voti materni. Essa ha ripetutamente
mostrato, nella sua attività missionaria, che tale norma è la stella polare del
suo apostolato universale. Innumerevoli ricerche e indagini di pionieri,
compiute con sacrificio, dedizione e amore dai missionari d'ogni tempo, si sono
proposte di agevolare l'intera comprensione e il rispetto delle civiltà più
svariate, e di renderne i valori spirituali fecondi per una viva e vitale
predicazione dell'evangelo di Cristo. Tutto ciò che in tali usi e costumi non è
indissolubilmente legato con errori religiosi troverà sempre benevolo esame e,
quando riesce possibile, verrà tutelato e promosso. E
il Nostro immediato predecessore, di santa e venerata memoria, applicando tali
norme a una questione particolarmente delicata, prese
generose decisioni, che innalzano un monumento alla vastità del suo intuito e
all'ardore del suo spirito apostolico. Né è
necessario, venerabili fratelli, annunziarvi che Noi vogliamo incedere senza
esitazione per questa via. Tutti coloro che entrano
nella chiesa, qualunque sia la loro origine o la lingua, devono sapere che
hanno uguale diritto di figli nella casa del Signore, dove dominano la legge e
la pace di Cristo. In conformità con queste norme di uguaglianza,
la chiesa consacra le sue cure a formare un elevato clero indigeno e ad
aumentare gradualmente le file dei vescovi indigeni. Al fine di dare a queste
intenzioni espressione esteriore, abbiamo scelto l'imminente festa di Cristo re
per elevare alla dignità episcopale, sul sepolcro del principe degli apostoli,
dodici rappresentanti dei più diversi popoli e stirpi.
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