66.
Tra le leggi che regolano la vita dei fedeli
cristiani e i postulati di una genuina umanità non vi è contrasto, ma comunanza
e mutuo appoggio. Nell'interesse dell'umanità sofferente e profondamente
scossa materialmente e spiritualmente, Noi non abbiamo desiderio più ardente di
questo: che le angustie presenti aprano gli occhi a molti, affinché considerino
nella loro vera luce il Signore Gesù
Cristo e la missione della sua chiesa su questa terra, e che tutti coloro i
quali esercitano il potere si risolvano a lasciare alla chiesa libero il
cammino per lavorare alla formazione delle generazioni, secondo i princìpi della giustizia e della pace. Questo lavoro
pacificatore suppone che non si frappongano impedimenti all'esercizio della
missione affidata da Dio alla sua chiesa, non si restringa
il campo della sua attività e non si sottraggano le masse, e specialmente la
gioventù, al suo benefico influsso. Perciò Noi, come
rappresentanti sulla terra di colui, che fu detto dal profeta «Principe
della pace» (Is 9,6), facciamo appello ai reggitori
dei popoli e a coloro che hanno in qualsiasi modo
influenza nella cosa pubblica, affinché la chiesa goda sempre piena libertà di
compiere la sua opera educatrice, annunziando alle menti la verità, inculcando
la giustizia, e riscaldando i cuori con la divina carità di Cristo.
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