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Ciò che testé è accaduto e ancora accade
appariva al Nostro sguardo come una visione, quando, non essendo ancora
scomparsa ogni speranza, nulla lasciammo intentato, nella forma suggeritaci dal
Nostro apostolico ministero e dai mezzi a Nostra disposizione, per impedire il
ricorso alle armi e tener aperta la via ad una intesa, onorevole per ambedue le
parti. Convinti che all'uso della forza da una parte avrebbe risposto il
ricorso alle armi dall'altra, considerammo come dovere imprescindibile del
Nostro apostolico ministero e dell'amore cristiano di metter tutto in opera,
per risparmiare all'umanità intera e alla cristianità gli orrori di una
conflagrazione mondiale, anche se vi era pericolo che le Nostre intenzioni e i
Nostri scopi venissero fraintesi. I Nostri ammonimenti,
se furono rispettosamente ascoltati, non vennero
peraltro seguiti. E mentre il Nostro cuore di pastore
osserva dolorante e preoccupato, si affaccia al Nostro sguardo l'immagine del
buon pastore e Ci sembra di dover ripetere al mondo, in nome suo, il lamento:
«Oh, se conoscessi ... quello che giova alla tua pace! Ma
ora questo è celato ai tuoi occhi!» (Lc 19,42).
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