13.
Ma in singolar modo Ci sentiamo mossi
dall'animo Nostro a far palese l'intima Nostra gratitudine per i segni di
riverente omaggio pervenutiCi da sovrani, da capi di
stato e da pubbliche autorità di quelle nazioni, con le quali la Santa Sede si
trova in amichevoli rapporti. E a particolare letizia
si eleva il Nostro cuore nel potere, in questa prima enciclica indirizzata a
tutto il popolo cristiano sparso nel mondo, porre in tal novero la diletta
Italia, fecondo giardino della fede piantata dai prìncipi
degli apostoli, la quale, mercè la provvidenziale
opera dei Patti Lateranensi, occupa ora un posto
d'onore tra gli stati ufficialmente rappresentati presso la sede apostolica. Da
quei Patti ebbe felice inizio, come aurora di tranquilla e fraterna unione di animi innanzi ai sacri altari e nel consorzio civile, la
«pace di Cristo restituita all'Italia»; pace, per il cui sereno cielo
supplichiamo il Signore che pervada, avvivi, dilati e corrobori fortemente e
profondamente l'anima del popolo italiano, a Noi tanto vicino, in mezzo al
quale respiriamo il medesimo alito di vita, invocando e augurandoci che questo
popolo, così caro ai Nostri predecessori e a Noi, fedele alle sue gloriose
tradizioni cattoliche, senta sempre più nell'alta protezione divina la verità
delle parole del Salmista: «Beato il popolo, che per suo Dio
ha il Signore» (Sal 143,15).
|