17.
Nel momento in cui, venerabili fratelli, scriviamo queste righe, Ci
giunge la spaventosa notizia, che il terribile uragano della guerra, nonostante
tutti i Nostri tentativi di deprecarlo, si è già scatenato. La Nostra penna
vorrebbe arrestarsi, quando pensiamo all'abisso di sofferenze di innumerevoli persone, a cui ancora ieri nell'ambiente
familiare sorrideva un raggio di modesto benessere. Il Nostro cuore paterno è
preso da angoscia, quando prevediamo tutto ciò che potrà maturare dal tenebroso
seme della violenza e dell'odio, a cui oggi la spada apre i solchi sanguinosi.
Ma proprio davanti a queste apocalittiche previsioni di sventure imminenti e
future, consideriamo Nostro dovere elevare con crescente insistenza gli occhi e
i cuori di coloro, in cui resta ancora un sentimento di buona volontà verso
l'Unico da cui deriva la salvezza del mondo, verso l'Unico, la cui mano
onnipotente e misericordiosa può imporre fine a questa
tempesta, verso l'Unico, la cui verità e il cui amore possono illuminare le
intelligenze e accendere gli animi di tanta parte dell'umanità, immersa
nell'errore nell'egoismo, nei contrasti e nella lotta, per riordinarla nello
spirito della regalità di Cristo.
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