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DANIELE
Ho mangiato ben bene,
ma dormire non ho potuto affatto;
un biglietto ha per me tal virtù... che...
Eccola... oh, cara!...
BETLY
Oh! siete qui Daniele.
DANIELE
Io... sì, qui sono, e mi credea trovarvi...
Già capite... ma dove siete stata?
BETLY
Dal tutor, che inviò
fin da ieri ad avvertirmi,
che ricevuto avea
di mio fratello Max un grato foglio
proveniente dal campo; impaziente
per averlo da lui corsi repente.
DANIELE
Oh! dunque non è morto?
BETLY
Come morto, se scrive?
DANIELE
E ben? Potea
morir dopo che scrisse. Pe' soldati
la cosa non è strana.
BETLY
E ver, già sono
quindici anni che manca. Ah! mi ricordo
che partendo pel campo il padre mio,
la mia madre baciò. (Viveano allora.)
ed a me volto poi
nell'abbracciarmi disse: addio, sorella,
ora il dover mi chiama a militare,
ma spero alle tue nozze un dì ballare.
DANIELE
Oh! quanto mi dispiace
ch'egli non ballerà!
BETLY
Perché? Chi il dice?
DANIELE
Se sposiam questa sera, ed egli è lungi,
come volete mai che ballar possa?
BETLY
Noi sposiam questa sera? Oh! questa
è grossa!
DANIELE
Ecco la vostra lettera, e la firma.
BETLY
Firma? Lettera? Quando?
Io non vi scrissi mai neppur sognando.
DANIELE
Come? Come? Ed il biglietto?
BETLY
È uno scherzo, ci scommetto.
DANIELE
Uno scherzo? È un tradimento.
Ahi! mancar... morir mi sento...
BETLY
Vi calmate.
DANIELE
Mai di calma
più capace non sarò...
BETLY
Ma...
DANIELE
D'ambascia ho piena l'alma,
al dolor soccomberò.
Io sognai che me beato
già rendeva il nostro Imene;
ogni gioia, ed ogni bene
m'apprestava un dolce amor.
Ah! mi desto, e sventurato
più di pria mi trovo ancor!
BETLY
(Questa burla inver mi spiace...
Provo un certo turbamento;
il suo duolo, il suo tormento
mi discende in mezzo al cor.
Finalmente io son capace
di pietà se non di amor.)
Orsù coraggio.
DANIELE
Ahi! misero!
Che fo? Son rovinato.
Il nostro matrimonio
poc'anzi ho divulgato.
BETLY
Che intesi!...
DANIELE
Ho tutte l'anitre
sgozzate, e sei capponi;
feci ammazzare un tenero
vitello, e due montoni...
BETLY
E ciò?
DANIELE
Per un magnifico invito.
BETLY
Ah! siete matto.
DANIELE
V'è più.
BETLY
Che più?
DANIELE
Distendere
l’atto di nozze ho fatto
BETLY
Come!
(con ira, che più cresce nel resto del dialogo)
DANIELE
L'ho qua vedetelo.
BETLY
Non so quel che farei.
DANIELE
Erede io qui vi nomino
di tutti i beni miei...
BETLY
Basta.
(volendo uscire)
DANIELE
Betly, sposatemi...
(trattenendola e cadendo a piedi suoi)
Sposatemi, Betly...
BETLY
Cessate...
(cerca allontanarsi, ma Daniele la segue
sempre in ginocchio)
DANIELE
Deh!
BETLY
Scostatevi...
Io maritarmi? Io?
DANIELE
Si.
BETLY
Nemico acerbo della mia pace,
uscite presto di casa mia...
ch'io più non oda quel labbro audace,
che favellarmi di nozze ardia...
Uomo insolente!... v'odio, v'abborro...
Un orso, un diavolo siete per me.
DANIELE
Donna crudele! altri lamenti
non usciranno dal labbro mio...
Ti ho favellato gli estremi accenti...
Ti porgo, ingrata, l'ultimo addio...
Ad annegarmi nel lago io corro...
Per te sol vissi, morrò per te.
Partono. Si sente il suono di un tamburo.
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