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Gaetano Donizetti
Betly ossia la capanna svizzera

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    • Scena ottava. Max sortendo cautamente
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Scena ottava. Max sortendo cautamente

 

MAX
(Che! l'ha fatto restar?) Bene, benone!
(mettendo la testa fra Daniele e Betly)
(Ubriaco or mi faccio.) Evviva sempre
l'amor, le donne, il vino...
Ne ho bevuto pochino,
ma pur, ragazza mia, sento che il capo
mi gira.

BETLY
(E quello dorme.)

MAX
Veramente
ci trattasti, cioè ci siam trattati
assai bene... ed or vo' con tua licenza
di mia riconoscenza
darti un segno...
(per prenderle la mano)

BETLY
Che fate!

MAX
E civiltà,
e tuo marito lo permetterà.

BETLY
Mio marito ei non è.

MAX
Ma dormiva però vicino a te.
Se marito non hai,
l'affar va meglio assai.
(come sopra)

BETLY
Signor soldato!...

MAX
Viva le donne, il vin, viva l'amore.
(inseguendola)

BETLY
Soccorso!...

MAX
Aspetta un po'.

DANIELE
(svegliandosi)
Ciel! Cosa vedo?
Eh! eh! dico, signor.

MAX
Che mai pretendi?
Ti è moglie, ti è sorella?

DANIELE
Non signore.

MAX
Ti è nipote, cugina, nonna, o zia?

DANIELE
Ma...

MAX
Corpo, dunque, d'una batteria!
Se alcun diritto sopra lei non vanti,
batti la ritirata, e passa avanti.

DANIELE
Ch'io parta? Mio signor, lei sbaglia, io resto.

MAX
Ah! ah! capisco adesso,
esser devi il cascante.

DANIELE
Io son...

MAX
Chi! tu chi sei?

BETLY
Egli è il mio amante.

MAX
Amante? va benissimo;
rinunzierà all'amore.

DANIELE
Giammai questo, signore...

MAX
Bassa la voce, ch'io sordo non sono,
non si risponde a me. Quest'è un affare,
che si disbriga presto. Andate voi
pei fatti vostri, la vedrem fra noi.

DANIELE
Sì, Betly,
(fingendo coraggio)
ritiratevi.

BETLY
Di qua partir giammai.

MAX
Or ti faccio veder se partirai...
(cava la sciabola. Betly corre nella camera, di quando
in quando fa capolino)
O la bella immantinente
(parlando sommessamente)
tu mi ciedi, buon ragazzo,
o, ti parlo schiettamente,
quattro colpi, e giù t'ammazzo.

DANIELE
Io lasciar quel caro oggetto,
solo ben de' giorni miei?
Ah? strapparmi il cor dal petto
mille volte in prìa vorrei.

MAX
Dunque allor, com'è costume,
il terren deciderà.
Qua la man...

DANIELE
(Che dir presume?)

MAX
(con voce forte)
Qua la mano.

DANIELE
(scosso e spaventato)
Eccola qua.

MAX
(tenendogli la mano)
Che? tu tremi?

DANIELE
Non lo so.

MAX
Forse temi?

DANIELE
(risoluto)
Signor no.

MAX
Lo vedrem. Laddove il bosco
folti rami al cielo innalza,
dove ascosa è più la balza
là ti attendo, non mancar.
Il suonar di mezza notte
fia segnal d'atroce guerra,
un di noi disteso a terra
in quel bosco ha da restar.

DANIELE
(piangendo non visto da Max)
(Se cado esanime
per te, mia vita,
rammenta un misero,
che ognor ti amò.
Bagna di lagrime
la mia ferita,
degno d'invidia
così morrò.)

MAX
(Qual fronda tremola
scossa dal vento,
questo buon diavolo
tremare io fo.
Alle sue lagrime,
al suo spavento
quasi più reggere
ormai non so.)
(Max si avvede che Betly fa capolino)
(Veh! veh! la bricconcella
ci fa la santinella.
È là che vede, e sente,
or or l'aggiusterò.)
(con voce fiera)
Daniele, ebben?...

DANIELE
Sergente...

MAX
Verrete?

DANIELE
Si, verrò.

DANIELE e MAX
Mi sprona la gloria,
m'infiamma il valore,
a certa vittoria
mi guida l'amor.

DANIELE
(Un velo su gli occhi
m'appone il timor;
m'assale i ginocchi
un freddo terror.)

MAX
(Gli appare negli occhi
l'ascoso timor;
gli assale i ginocchi
un freddo terror.)
(Max parte)




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