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Salvatore Cammarano
L'assedio di Calais

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quinta. Aurelio, Giovanni, Filippo, servi
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Scena quinta. Aurelio, Giovanni, Filippo, servi

 

Aurelio dal fondo e Giovanni, che ritorna conducendo
il piccolo Filippo, alcuni servi e detti.

AURELIO
Ah! padre mio!...
Sposa!... Figlio diletto!...
Chi prima stringer deggio a questo petto?
Al mio core, oggetti amati,
vi congiunga un solo amplesso...
Eustachio ed Eleonora si stringono al suo petto,
mentre Giovanni gli pone il fanciullo tra le braccia:
tutti piangono di tenerezza.

Ah! de' giorni a me serbati
tutto il prezzo io sento adesso!
Il terren, ch'è tomba agli avi,
come è dolce riveder!
Spargo lagrime soavi
nell'ebbrezza del piacer!
Dopo aver concesso libero sfogo agli affetti,
si scioglie dalle braccia de' suoi, tergendosi le lagrime.
Basti... ah! basti: di natura
secondammo i sacri moti:
or n'è d'uopo ad altra cura
innalzar la mente e i voti.
(ad un suo cenno i servi riconducono il fanciullo)
Qualche raggio di speranza
per Calais, signor t'avanza?
(ad Eustachio, che alzando gli occhi al cielo
manda un profondo sospiro e tace)
Ah! compresi!

ELEONORA
Oh, giorno!

GIOVANNI
Ei tace,
ma tacendo è assai loquace!
Della patria già s'appressa
l'ora estrema.

ELEONORA
Ho in petto un gel!...

GIOVANNI
Nulla omai possiam per essa!

AURELIO
(in tono di rimprovero)
Nulla!

GIOVANNI
E che!

AURELIO
Morire.

ELEONORA
Oh, Ciel!

AURELIO
Giammai del forte l'ardir non langue:
l'ultima stilla del nostro sangue,
l'estremo anelito la patria avrà.
Cadrem raggianti d'eterna gloria!...
Più luminosa d'ogni vittoria,
sin la sconfitta per noi sarà!...

GLI ALTRI
Tremendo fatto dirà la storia!...
Patria infelice!... Una memoria
di te soltanto avanzerà!

GIOVANNI
All'affidato incarco
di vigilar le mura
il riedo.

EUSTACHIO
E sia tua cura
di ristorarne le recenti offese,
ed i merli crollati
sotto l'assiduo fulminar
de' cavi bronzi tonanti.
Giovanni parte.

ELEONORA
E pertinace ognora
l'anglo regnante, la cittade a patti
aver disdegna, o padre?

EUSTACHIO
La battaglia, in cui respinto
era Filippo, e vinto
e prigion fatto chi per lui reggeva
le sorti di Calais, crebbe l'orgoglio
del vincitor superbo: egli lo scempio
di noi tutti giurava.

AURELIO
E ben s'avvisa
imperar di Calais fra le deserte
mura tacenti. Qui non batte un core
che non arda d'affetto
pel regnator che Iddio
ne dava...

ELEONORA
Un mormorio
per l'aura si diffonde!...

EUSTACHIO
E più s'avanza!

AURELIO
Rimbomba la città, qual vasta riva
cui flagella mugghiante irato flutto!

EUSTACHIO
(a Giovanni che ritorna ansante e cosparso di pallore)
Che avvenne?




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