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Salvatore Cammarano
L'assedio di Calais

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  • ATTO SECONDO
    • Scena quarta. I suddetti. Edmondo, Aurelio, ed un drappello di soldati francesi. Edmondo, il Maire, Aurelio
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Scena quarta. I suddetti. Edmondo, Aurelio, ed un drappello di soldati francesi. Edmondo, il Maire, Aurelio

 

EUSTACHIO
Araldo, esponi.

EDMONDO
Il terzo
Edoardo, signor dell'Inghilterra,
e del franco reame,
gli abitatori di Calais perdona,
e lor fa grazia della vita. Un patto
sol chiede... e guai se apporvi osate! All'armi
oggi tregua è concessa,
che la donna real, trionfatrice
di Scozia in campo giunge: il novello
fia segnal dell'assalto, e a voi l'estremo.

I GUERRIERI
(con ira mal repressa)
Svelane il patto omai.

EDMONDO
Voler supremo
è del monarca, le città ribelli
della Francia atterrir con memorando
severo esempio: quindi
sei cittadini di Calais, sortiti
di nobil sangue, fien condotti al campo
cinti d'aspre ritorte,
e piomberà su loro infamia e morte.

Tutta l'Assemblea balza in piedi colpita da orrore.

I GUERRIERI
(Oh, colpo!)

I MAGISTRATI
(Morte!)

AURELIO
(Infamia!...)

EUSTACHIO
(Eterno Iddio, che intendo!...)

TUTTA L'ASSEMBLEA
(Quel detto, come fulmine
suonò per noi tremendo!)

Un istante di angoscioso silenzio.

AURELIO, EUSTACHIO, GIOVANNI, GIACOMO,
ARMANDO, PIETRO e ASSEMBLEA
(In sen mi corse un brivido
più della morte atroce!...
Riman sul labbro gelido
spento il respir, la voce!...
Non ha, non ha più palpiti
raccapricciato il cor!)
(con forza sempre crescente)
E crudo il patto! È orribile!
Troppo da noi si chiede!
Già sorge intorno un fremito!
L'ira al terror succede!...
(guardandosi l'un l'altro)

TUTTI
(tranne Eustachio)
(Di rio destin siam vittime,
ma siam francesi ancor.)

EUSTACHIO
(Tutto m'infiamma, o patria
del tuo possente amor.)

AURELIO
(sciogliendo il freno alla sua indignazione si volge
all'araldo, come persona acciecata dallo sdegno)
Esci, e sappia chi t'invia che
abborriam dal patto infame.
Sappia il barbaro, che pria
di piegarsi all'empie brame,
di Calais sapran le genti
darsi in preda a fiamme ardenti,
ch'ei su' muri ancor crollanti
sulle ceneri fumanti
i suoi nobili trofei,
il suo trono innalzerà.
Qui ciascun co' detti miei
ti rispose.

GLI ALTRI FRANCESI
(tranne Eustachio)
(frementi e minacciosi)
Udisti? Or va.

Edmondo avvampando di rabbia è in procinto di partire.

EUSTACHIO
Cessi, ah, cessi omai l'estremo
furor vostro, e la minaccia...
Magistrato qui supremo
io rispondo... Ognun si taccia.
L'assemblea riprende il suo primiero contegno.
(all'Araldo)
Odi or tu le mie parole:
pria che in mar discenda il sole,
tratte in campo al re britanno
le sei vittime saranno.

GLI ALTRI FRANCESI
Che! vuoi tu la legge orrenda?...

EUSTACHIO
(sempre all'Araldo)
Ne do in pegno la mia .

EDMONDO
Pria che il sole in mar discenda?

EUSTACHIO
Lo dicesti. Or vanne al re.
(Edmondo parte)

AURELIO
Padre, ah! di'?...

GLI ALTRI
Signor?...

Tutti circondano il Maire, con orrenda ansietà.

EUSTACHIO
Di scampo
ogni via preclude il fato:
solo a noi morir nel campo,
sol morir non altro è dato...

Niuno si mostra atterrito a questa idea, anzi si eleva un
grido feroce ed unanime. "Si muoia".

EUSTACHIO
Ma cadran le spose, i figli
del nemico fra gli artigli,
e le vergini, e le afflitte,
orbe madri e derelitte!...
Gemiti e costernazione in ciascuno.
No, di pochi l'alma forte
salvi tutta una città.
Io la pagina di morte
segno il primo.
(si accosta al tavolino, e scrive il suo nome
su un foglio)

AURELIO
Arresta...

GIOVANNI, ARMANDO, GIACOMO e PIETRO
Egli!

GLI ALTRI
(fra il terrore e la sorpresa)
Ah!...

Una nobile emulazione si desta in molti cuori: veggonsi
più gruppi di chi cerca inscriversi, e dei congiunti che li
trattengono, finché i primi, sviluppatisi dalle braccia di
questi, appongono il proprio nome sul foglio, tra
l'ammirazione dei circostanti. Ciò succede nel fondo
della scena, mentre sul davanti ha luogo il dialogo di
Eustachio ed Aurelio. Tutto come segue.

AURELIO
Col mio nome il tuo cancello
per te muoio...

EUSTACHIO
Vana speme.
(fermandolo)
Già discesi nell'avello.
Giacomo de Wisants soscrive il foglio.

GLI ALTRI
De Wisants!

AURELIO
Morremo insieme...
(per firmare, ma è sempre trattenuto dal padre)

EUSTACHIO
Ah!... che tenti?... Viver déi
per la sposa...
Firma Pietro Wisants.

GLI ALTRI
Pietro!…anch'ei!

AURELIO
No...

EUSTACHIO
Ritratti.

AURELIO
E speri?
(firma Armando)

GLI ALTRI
Armando!

EUSTACHIO
Obbedisci... tel comando...
Sei mio figlio.
(firma Giovanni d'Aire)

GLI ALTRI
D'Aire!

AURELIO
Son io
cittadino di Calais.

Si scioglie dal padre, e corre verso il tavolino: molti si
lanciano onde segnare il foglio: Aurelio li previene.
Eustachio gli getta le braccia al collo, e lo irriga di
lagrime.

EUSTACHIO
Dono al figlio il pianto mio,
il mio sangue, o patria, a te.

Il padre ed il figlio restano qualche istante nel loro
amplesso; gli altri sono atteggiati chi di pietà
vivissima, chi di profondo cordoglio.

EUSTACHIO
Volge al tramonto il sol: compiasi adunque
il sacrifizio. Asciutto
ecco il mio ciglio. Andiam sereni in fronte
al superbo Edoardo.
(ai generosi che segnarono il foglio)

AURELIO
Egli ne vegga scintillar nel guardo
l'orgoglio d'un trionfo.

LE VITTIME
Vadasi.

EUSTACHIO
O prodi, o miei fratelli, è questo
l'ultimo istante in cui spirar ne lice
le dolci aure natìe, l'ultima volta
qui proni e genuflessi
baciam la terra, che per noi fu culla...
e tomba non sarà! Le menti alzate
(alle vittime)
al Signor che ne aspetta.
(agli altri)
E voi pregate.

Tutti cadono in ginocchio.

LE VITTIME
O sacra polve, o suol natìo
è giunta l'ora... per sempre addio.
Onde salvarti ne andiamo a morte,
benedicendo la nostra sorte:
e quando accolti nel ciel saremo,
del sangue in premio domanderemo
che volga il ciglio sul franco regno
in sua pietade il re dei re.

GLI ALTRI
Troppa... è l'angoscia del core infranto...
Son... le parole... rotte dal... pianto...
Ma tu che scerni ogni pensiero
fonte di vita, luce del vero,
a questi martiri del patrio zelo
le immense volte apri del cielo...
Sol fia per loro premio condegno
seder fra gli angeli, dappresso a te.

Sorgono: un addio reciproco suona da tutti i labbri.
Le vittime uscendo passano d'accanto alla bandiera,
e v'imprimono fervidi baci, quindi si allontanano
intrepide; gli altri spargono un fiume di pianto.

 




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