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NOTTINGHAM
(come inebriato di gioia feroce)
Egli è spento.
GLI ALTRI
Qual terrore!...
Silenzio.
ELISABETTA
(convulsa di rabbia e di affanno, si avvicina
a Sara)
Tu, perversa... tu soltanto
lo spingesti nell'avello...
Onde mai tardar cotanto
a recarmi questo anello?
NOTTINGHAM
Io, regina, la rattenni;
io, tradito nell'amor.
sangue volli, e sangue ottenni.
ELISABETTA
Alma rea!...
(a Sara)
Spietato cor!...
(a Nottingham)
Quel sangue versato al cielo s'innalza...
Giustizia domanda, reclama vendetta...
Già l'angiol di morte fremente v'incalza...
Supplizio inaudito entrambi vi aspetta...
Sì vil tradimento, delitto sì rio
clemenza non merta, non merta
pietà...
Nell'ultimo istante volgetevi a Dio;
ei solo perdono conceder potrà.
Nottingham e Sara partono fra guardie. Intanto
Elisabetta, profondamente assorta, covresi di estremo
pallore; i suoi occhi sono di persona atterrita da
spaventevole visione.
Mirate quel palco... di sangue rosseggia...
È tutto di sangue il serto bagnato...
Un orrido spettro percorre la reggia,
tenendo nel pugno il capo troncato...
Di gemiti, e grida il cielo rimbomba...
Pallente del giorno il raggio si fe'...
Dov'era il mio trono s'innalza una tomba...
In quella discendo... fu schiusa per me.
CORO
Ti calma... rammenta le cure del soglio:
chi regna, lo sai, non vive per sé.
ELISABETTA
Non regno... non vivo... Escite... Lo voglio...
Dell'anglica terra sia Giacomo il re.
Tutti si allontanano; ma giunti sul limitare si rivolgono
ancora verso la regina: ella è caduta sul sofà,
accostandosi alla bocca l'anello di Essex. Intanto si
abbassa la tela.
FINE
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