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Salvatore Cammarano
Roberto Devereux

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  • ATTO TERZO
    • Scena ottava. Sara, Gualtiero, Elisabetta
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Scena ottava. Sara, Gualtiero, Elisabetta

 

Sara, Gualtiero e detti. Sara, scinta le chiome, e pallida
come un estinto, si precipita a' piè di Elisabetta: ella
non può articolar parola, ma sporge verso la regina
l'anello d Essex.

ELISABETTA
Questa gemma donde avesti!...
(nella massima agitazione)
Quali smanie!... qual pallore!...
Oh sospetto!... E che! potesti
forse!... Ah! parla.

SARA
Il mio terrore...
Tutto... dice... Io son...

ELISABETTA
Finisci.

SARA
Tua rivale.

ELISABETTA
Ah!...

SARA
Me punisci...
Ma... del... conte serba... i giorni...

ELISABETTA
(ai Cavalieri)
Deh! correte... deh! volate...
Pur ch'ei vivo a me ritorni,
il mio serto domandate...

CAVALIERI
Ciel, ne arrida il tuo favore.

Fanno un rapido movimento per uscire. Rimbomba un
colpo di cannone; grido universale di spavento.




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