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MARIA
T'avanza. Favellarmi
chiedesti, Enrico: parla,
che ti guida?
ENRICO
Pietà dell'infelice
Matilde.
MARIA
Io servo alla paterna legge.
ENRICO
Ed osi un cenno ricordar, Maria,
che pervertisti, e che annullato fia
in breve dal senato?
MARIA
Ma tardi! L'ombre sorgeranno, tratta
Matilde a viva forza
sarà nel vicin chiostro.
ENRICO
Il rio disegno
non compirai... La vittima strappata
presso all'ara ti fio, dinanzi al nume,
di crudeltà nemico...
MARIA
E chi tanto ardirà? Corrado?
ENRICO
Enrico.
Sappilo, in core avvampo,
mi struggo per Matilde...
Se morir cento volte in sua difesa
potessi, cento volte
morrei, benedicendo
il mio destin.
MARIA
Che intendo!
L'ami?...
ENRICO
D'immenso amor.
MARIA
L'ami, e la cedi
al tuo rivale?
ENRICO
Al mio fratello. Io vidi
Matilde, allor che orbata
d'ambo i parenti, e derelitta in terra
volgea lo sguardo al cielo... E il ciel sembrava
di sua beltade innamorato! Il core
ne chiesi... indarno! Piansi... al pianger mio
ella rispose!... La pietà sovente
è foriera d'amor! Squillò repente
la tromba... Io mossi al campo... e venne meco
dolce lusinga!... Un fulmine colpito
m'avesse, pria che intender da Matilde
riamato il fratel!... D'ogni conforto,
d'ogni speranza privo
tremenda vita a lui dappresso io vivo!
Talor nel mio delirio
non veggio che il rivale...
E corre involontaria
la destra sul pugnale...
Ed un pensier terribile
vien dall'inferno a me!
Inorridita l'anima
rifugge a tanto eccesso!...
Ah! son dannato a
fremere!...
Ad abborrir me stesso!...
Donna, compiangi un misero
che soffre più di te!
MARIA
(in tono misterioso)
Tal segreto in petto io celo,
da temprar la tua sciagura.
ENRICO
Che di' tu!...
MARIA
S'io lo rivelo,
senza offender la natura,
stringer puoi l'ambita mano
di colei che sì t'accese.
ENRICO
Ah! fia ver!...
MARIA
Ma il grave arcano
far non posso ad uom palese,
ove pria l'infido amante
non ritorni al mio cospetto.
ENRICO
Ei mi segue... In breve istante
io condurlo a te prometto...
MARIA
Riveder potrò l'ingrato!...
Rivederlo!... In breve!...
ENRICO
Ah! sì.
Ma l'arcan?
MARIA
Ti fia svelato:
ENRICO
Quando?
MARIA
Quando? Al nuovo di.
ENRICO
Tu la speme in me ritorni!...
Tu la vita in me ridesti!...
La parola che dicesti
dalla tomba mi chiamò!
Come all'angel de' miei
giorni
grato sempre il cor ti fia,
se Matilde sarà mia...
se di gioia non morrò.
MARIA
Va... che tardi?... A me l'invia...
(Ove son!... Che mai farò!...)
(Enrico parte)
Olà!
(compariscono alcuni armigeri)
Corrado a me venir si lasci.
(gli armigeri escono. Ella or passeggia a rapidi
passi, or s'arresta in balìa della più viva
agitazione)
Che fu!... Son io!... Me stessa
in me non trovo! Il senno fugge, il core
palpita più frequente!...
Ogni stilla di sangue è fiamma ardente!
Questa piena d'affetti e di pensieri
calmar si cerchi...
(siede)
De' bollenti spirti
(dopo lunga pausa, ed alzandosi)
scemò la possa... non è ver! Più lieve
saria frenar de' venti,
della folgore il corso!
Amor, vendetta, gelosia, furore:
chi vincerà?... Corrado!
(vedendolo sopraggiungere, e con accento
passionato)
Ha vinto amore!
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