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Pietro Salatino
Buondelmonte

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  • ATTO PRIMO
    • Scena terza. Mosca e detti
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Scena terza. Mosca e detti

 

ELEONORA
Amici, Buondelmonte
giunto in Firenze ormai, solenne giuro
d'esser consorte a Irene
quest'oggi segnerà.

IRENE
Del mio gioire
voi pur godete amici.
Quanti sospiri ei costa al core! Un serto
se l'amistà mi cinge,
fausto presagio sia
d'avvenir più felice all'alma mia.

TEDALDO
(ad Eleonora)
Donna, imprudente donna,
pria d'unir Buondelmonte alla tua figlia
pensa bene che ascoso
esser puote un abisso ove tu cerchi
i molli fiori, e avvien che in quel si cada
quando...

ELEONORA
Non più, Tedaldo.

TEDALDO
Donna, bada.

IRENE
Non han forse i Donati illustre nome
al par de' Buondelmonti?

MOSCA
Sì; ma udite
di Mosca i detti: Irene esser felice
spera da questo nodo... Buondelmonte
pentirsi un potria...

ELEONORA e IRENE
Che?...

MOSCA
Non è stolta la parola mia,
egli a Bianca promise esser consorte;
promise a Bianca, figlia degli Amidei.

IRENE
Costrinse
il suo labbro domestica ragione;
cessata quella, del suo cor dispone.

MOSCA
Ma può del core, o Irene,
disporre un uom, non dell'onore.

ELEONORA
Mosca,
fuor di tempo consigli.

IRENE
Madre, vieni.

MOSCA
Ite: secure non sarete intanto
che questa gioia non si cangi in pianto.

Tutti partono.




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