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Pietro Salatino
Buondelmonte

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  • ATTO PRIMO
    • Scena nona. Tedaldo e detti. Indi Bianca, Lamberto, Mosca e Giovanna. In ultimo poi i congiunti e familiari dei Donati
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Scena nona. Tedaldo e detti. Indi Bianca, Lamberto, Mosca e Giovanna. In ultimo poi i congiunti e familiari dei Donati

 

TEDALDO
Amico...

BUONDELMONTE
A me ritorni
ansante a ché?

TEDALDO
Bianca or vid'io.

BUONDELMONTE
Ma lascia
di più nomarla a me

TEDALDO
Vér qui s'inoltra...

BUONDELMONTE
Bianca?... Che dici?...

IRENE
Ohimè! Deh? sposo mio!

BUONDELMONTE
Qual timor?'

ELEONORA
Che pretende?...

TEDALDO
Eccola.

BIANCA
(s'arresta)
Oh! Dio!

Quadro generale

BIANCA e IRENE
(Terribile è questo,
momento fatale;
in petto m'assale
geloso furor.
Di quella al cospetto
non regge il mio cor!)

BUONDELMONTE
(Terribile è questo,
momento fatale;
in petto m'assale
ignoto rancor.
Di quella al cospetto
non regge il mio cor!)

ELEONORA e GIOVANNA
(L'amante si trova
in punto fatale;
lo veggo: l'assale
un giusto terror.
Di Bianca al cospetto
non regge il suo cor.)

LAMBERTO e MOSCA
(Si trova l'indegno
in punto fatale;
lo veggo: l'assale
un giusto rossor.
Di Bianca al cospetto
non regge il suo cor.)

TEDALDO
(Terribile è questo
momento fatale;
e tristo segnale
sarà di livor.
Qual tempo funesto
prevede il mio cor!)

BUONDELMONTE
Ah! Tedaldo?...

IRENE
(a Bianca)
Che cerchi? Che vuoi?

TEDALDO
(piano a Lamberto)
Deh, ti frena.

BIANCA
(guardando con angoscia Buondelmonte)
Ch'io vegga un ingrato!

IRENE
Buondelmonte!

TEDALDO
(a Buondelmonte)
(Ti mova il suo stato.)
(ad Eleonora)
Vedi: il vero Tedaldo parlò.

BIANCA
(a Buondelmonte)
Io son Bianca: io son colei,
cui giuravi tanto amore;
stolta allor quand'io credei
al tuo labbro seduttore!
Su quel labbro è il giuramento
debol suon, che perde il vento;
ah! tu formi la sciagura
di colei, che ognor t'amò.

LAMBERTO
(a Tedaldo)
Se più debbo qui restarmi
io frenarmi non saprò.

BIANCA
(a Buondelmonte)
Parla... parla a me rispondi.

ELEONORA e GIOVANNA
(Qual cimento!)

BIANCA
Ti confondi?

Buondelmonte è quasi commosso, Irene lo guarda.

IRENE
(Si commove!)

BIANCA
Ed io sperava
che pentito...

IRENE
No... nol puote?
egli al cielo... a me giurava.

BUONDELMONTE
(ad Irene)
Taci...
(a Bianca)
Ah! parti.

BIANCA
Ah! questo ancor!

IRENE
(a Bianca)
Va': la speme omai disgombra;
mio quel core fa il destino:
non avresti neppur l'ombra
del riposo a lui vicino.

BIANCA
Tu mel togli.

IRENE
Non son io;
è la , che mi giurò
egli parli; egli ti dica
se mancare a quella può!

BIANCA
Buondelmonte.

BUONDELMONTE
(Oh Dio! che strazio!)

BIANCA
Troppo dice il tuo tacer.

LAMBERTO
(avviandosi verso Buondelmonte in furia)
Meco altrove parli il perfido.

TEDALDO
(trattenendolo)
Ah, Lamberto! Qual pensier?

MOSCA
(a Lamberto)
Taci... soffri. A tempo, a loco
l'ira nostra scoppierà.

BUONDELMONTE
(a Bianca)
Me tu déi nella tua vita
abborrir per quanto amasti.
Io son reo: tu sei tradita
che più dir?... Saper ti basti
che t'amò quest'alma... ed ora
sol fuggirti omai dovrà.

BIANCA
Questi accenti!

IRENE
E v'ha più ancora:
odi, Bianca.

BUONDELMONTE
(Che dirà!)

IRENE
(a Buondelmonte)
Perché mai d'amor lusinga
par che resti ancor in lei?
Non tacere qual tu sei...
non tacere qual son io...
(a Bianca)
Sì... lo sappi, è sposo mio;

BIANCA
(s'aggira furibonda per la scena)
Già tuo sposo!... A entrambi un ferro.

MOSCA
(a Bianca)
Non è l'ora...

BUONDELMONTE
Bianca!

ELEONORA
(a Irene)
Ah! vieni...

IRENE
(a Buondelmonte)
Qual furore!

GIOVANNA, TEDALDO, MOSCA e LAMBERTO
(a Bianca)
Vieni...

BIANCA
(a Buondelmonte)
No...
tu non eri sì crudele...
(a Irene)
Hai quel vil reso infedele!
Sia velen fra voi l'affetto;
da voi stessi maledetto...
Seduttrice, il tradimento
sangue, sangue chiamerà.

IRENE
(a Bianca adirata all'eccesso)
Sangue!... vanne...

ELEONORA
Ell'è furente!
Que' suoi detti!

Eleonora parte, poi torna con tutti i suoi Congiunti, e
Familiari.

MOSCA e LAMBERTO
Più non sente.
Freme il cor! (Mi fa pietà!)

IRENE
S'allontani quella stolta,
più soffrir non vo' da lei:
né più vengan gli Amidei
me, superbi, ad insultar.
Faccia lor la rabbia accolta
sollevar le ardite fronti:
i Donati, i Buondelmonti
non sapranno paventar.

MOSCA e LAMBERTO
Gli Amidei saranno pronti
questa offesa a vendicar.

BIANCA
(a Buondelmonte)
Possa il cielo ai giorni tuoi
dar la pena di quest'alma:
più non faccia a te di calma
un sol raggio balenar.
Voi l'iniqui... siete voi...
tu suo pari, un empio sei.
Ah! me pur ne' voti miei
fate un'empia diventar!

BUONDELMONTE
(a Bianca)
Deh! ti calma: non t'accenda
un furor, ch'omai non giova...
A pietade almen ti mova
il tuo fiero palpitar
Che felice il ciel ti renda.
Credi, credi, io sol desio:
perché allora il fallo mio
potrà Bianca perdonar.

TEDALDO
Ah! Lamberto, par che il fato
l'avvenir prepari orrendo!
Ti conosco, e già comprendo
che ti brami vendicar.
Ma... rifletti che snudato
un sol brando, altri ne appella
e Firenze!... pensa a quella...
la faresti lacrimar.

GIOVANNA
(a Bianca)
Vieni: orrori se qui resti
tu potresti suscitar.

ELEONORA
Più non venga quella stolta
noi superba ad insultar.

ELEONORA e CORO
Vanne, vanne: l'ira accolta
faccia alzar le ardite fronti:
ma i Donati, i Buondelmonti
non sapranno paventar.

Partono Bianca, Lamberto, Mosca, Giovanna e Tedaldo.

 

 




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