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Pietro Salatino
Buondelmonte

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  • ATTO SECONDO
    • Scena ottava. Detti e Lamberto con ferro nudo ed insanguinato. Lo seguono Mosca, Oderigo ed Uberti
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Scena ottava. Detti e Lamberto con ferro nudo ed insanguinato. Lo seguono Mosca, Oderigo ed Uberti

 

LAMBERTO, ODERIGO, MOSCA e UBERTI
Sei vendicata...

LAMBERTO
Pagò la pena del tradimento.

MOSCA
(a Tedaldo)
Nella tenzone l'indegno è spento.

TEDALDO
(a Lamberto)
Taci, rispetta quel suo dolor.

LAMBERTO
A lei, l'affanno male or s'addice.

GIOVANNA
Deh! ti rincora, Bianca infelice;
qual fior recide malcauto sdegno!

LAMBERTO
(appressandosi a Bianca)
Alfin quel vile...

BIANCA
Scostati, indegno.

LAMBERTO
Sorella! ...

BIANCA
Iniquo, in me l'impresa
compir tu déi...
(disperata)
Ah! tu ben sai quest'anima
quale sentiva ardore:
t'amai siccome gli angeli
aman d'eterno amore:
e ancor tradito, credimi,
favella amore in me.
Io ti scongiuro, involati.
Evita orribil sorte.
Ah! fuggi... fuggi, salvati.
Al fianco tuo sta morte:
fero il pugnal de' perfidi
balena intorno a te.
Egli non m'ode!... Ascoltami
almeno tu, gran Dio!
Salvalo... deh! perdonagli
l'affanno del cor mio:
e se non basta il piangere,
togli la vita a me.

TEDALDO
(scuotendola)
Cessa: non ho più lacrime
per piangere con te.
Ritorna alla ragione
odi: ti calma...

BIANCA
Invano...

TEDALDO
Scorda un ingrato, e insano...

BIANCA
(per togliere il ferro a Tedaldo che lo vieta)
Morte... la morte io vo'.

TEDALDO
Tu macchiarti d'un delitto
che fa al mondo, al cielo orrore?
Sui tuoi giorni il cielo ha dritto,
non ha dritto un vano amore.

BIANCA
(pentita)
Ah! conceda Iddio perdono
a una mente che delira!
Ma... gl'iniqui dove sono
mentre Bianca qui sospira?
Ah! trafitto... ei cade... ei langue.
L'infelice forse muor!

TEDALDO
Voglia il ciel, che tanto sangue
evitar si possa ancor!
Calmati; io corro a togliere
l'incauto dal periglio
innanzi all'ara supplice
a' piedi suoi cadrò.
Se alle mie preci, al piangere
non cangerà consiglio
tu dell'ingrato scordati,
che forse mai t'amò.

BIANCA
Vattene: tu puoi quel misero
togliere al suo periglio.
Vola: tu sol sei l'angelo,
che consolar mi può.
E se di morte annunzio
ti leggerò sul ciglio,
io cesserò di piangere,
ché di dolor morrò.

Partono.




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