Scena sesta. Mosca e detti
MOSCA
(a Lamberto)
Vieni.
LAMBERTO
(gli fa cenno di eseguire ciò ch'è stabilito)
Uberti!
(a Bianca che vorrà seguirlo)
Qui resta.
Parte seguito da Mosca.
TEDALDO
Oh! avversa sorte!...
BIANCA
Ah! stanca... stanca io sono
di più soffrir!... Tedaldo, all'infelice
mesto, funebre un carme si prepara...
Empio!... Crudel!... Morte s'avanza... All'ara
la rivale il trascina... Nella tomba
ahimè! l'iniqua appresta
talamo orrendo... Dunque...
non v'è... non v'è pietà? Quella vendetta
io non voglio, e detesto.
TEDALDO
Alla dolente
si smarrisce il pensier: nel suo cordoglio
non vede il traditore. Alma innocente,
serena il cor, ten prega omai l'amico.
BIANCA
Se amico a me tu sei,
piangi, Tedaldo, piangi i casi miei,
ma... intanto Buondelmonte,
corre... lo veggo alla rivale in braccio.
(in delirio)
Prima che al seno tuo stringa l'infida
quella man, che le porgi... ah! pria m'uccida.
GIOVANNA
Più sommessi favellate.
CORO
La misera che fa?
GIOVANNA
Mesta, abbattuta
ella s'avanza. Deh! col vostro duolo
non aggravate il suo rancor!
CORO
Tacciamo.
BIANCA
Io più nol rivedrò!
CORO
Vieni: fa core.
BIANCA
In che sperar dovrò?
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