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INES
Diletta suora!
(abbracciandola)
MARIA
Abbracciami qui... senti:
(portandosi la mano d'Ines al petto)
come il tuo balza questo core. Intesi
que' concetti,
que' voti: giubilava
alla tua gioia; assorta io, là, pensava
al mio sogno diletto.
(con esaltazione)
Ei mi promise un trono.
INES
E tu vi pensi ancora?
MARIA
Ei mi persegue ognora
qual cenno del destino... e ne accarezzo
con voluttà il pensiero... Odi: un amore
cinto di regal serto, me, dall'ara
al suo trono guidava.
Quai dolci sguardi mi volgea!
Tremava
la sua nella mia mano... Era il sentiero
tutto sparso di fiori;
echeggiavan melodiosi cori;
delle araldiche trombe
(con entusiasmo crescente)
allo squillar; del popol, della corte
fra i plausi, fra gli evviva
il mio nome s'udiva...
Salutata regina...
Regina!
(col tuono e l'atto della compiacenza
e del trionfo)
INES
Tu deliri!
(suono di caccia lontano)
Della caccia i segnali. Arriveranno
Alfonso e Mendez.
MARIA
(colpita)
Mendez!
(commossa)
Qual turbamento è il mio!
INES
(marcata)
Quel Mendez t'ama.
MARIA
Ah suora!... E l'amo anch'io.
Ah! non sai quale incanto si cela
in quel giovin sì altero e sì vago;
veggo in esso parlante l'imago
dell'amor che a me in sogno s'offrì.
Ha uno sguardo... un sì dolce sorriso...
Che al destino il mio cor s'abbandona.
Egli cinto non è di corona,
ma par nato per cingerla un dì.
INES
Tu deliri d'orgoglio, d'amore,
e ti rendi infelice così.
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