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MARIA
(dopo aver ascoltato alla finestra)
Ecco!... lanciare le corde!
(collocasi presso il tavolino)
Si ascende?
PEDRO
(comparisce al di fuori della finestra, la sormonta
e balza nella stanza)
Eccomi alfine nel cielo a cui sospiro.
MARIA
Don Pedro di Castiglia!
PEDRO
(trovandosi innanzi a Donna Maria fiera
nell'aspetto
e col pugnale alzato, rimane colpito ed immobile)
Oh ciel!... che miro!
(sommessamente e volendo accostarsele)
Oh Maria!
MARIA
Non un sol passo!
PEDRO
Quel pugnal?
MARIA
Difende onore.
PEDRO
Non temete... perdonate all'amore...
MARIA
(con disprezzo)
Oh!... quale amor?
MARIA
Core innocente e tenero
contaminar credesti;
come il tuo nome, infingere
ardente amor sapesti;
e poi lasciar la vittima
fra lagrime al rossor.
Ma l'innocenza ha un angelo
che veglia ognor su lei!
Degno d'amor credendoti,
amata io ben t'avrei;
or che la benda squarciasi
t'odia e ti spregia il cor.
PEDRO
Ah! no, mio ben, non credere
a un innocente errore,
l'inganno, ah! tu perdonami,
finsi per troppo amore!
Quale di Mendez tenero
tale del prence è il cor.
Placati omai, bell'angelo
serena i mesti rai!
Tu sempre il dolce, l'unico
affetto mio sarai...
Vita ridona a un misero:
vivi per lui d'amor.
MARIA
(con affanno)
Oh! mio padre! Tu lontano
quando l'onta mia saprai,
tu vendetta ne vorrai!...
(con esaltazione crescente)
E il tuo sangue forse... Oh Dio!
Quel di lui che indegno... ah! il mio,
prima il mio si versi...
(per uccidersi)
PEDRO
(scosso trattenendole con amore il braccio)
Arresta, sposa mia.
MARIA
(colpita) Ah!
PEDRO
(colla massima tenerezza)
Vivi per me.
MARIA
Io!... tua sposa!
(fìssandolo)
PEDRO
(con dignità)
Il giuro.
MARIA
E a Dio
dunque giuralo, su questo
simbol sacro a nostra fé.
(offrendogli allo sguardo il pugnale
e segnandone l'impugnatura a forma di croce)
PEDRO
Sì lo giuro a Dio!
(scoprendosi il capo)
MARIA
(col tuono e l'atto della compiacenza e del trionfo fra se)
(Qual gioia!)
PEDRO
E’già l'alba: Don Alfonso
là n'attende. Vieni...
(prendendola per la mano)
MARIA
(come sopra)
(Al trono!)
MARIA e PEDRO
A te, caro m'abbandono/A me o cara, t’abbandona
sempre ah! sempre mio/mia tu sei,
si compì de' voti miei
il più tenero e fedel.
Ah! felice troppo io sono:
è delirio il mio contento.
Sì, rapito è tal momento
ad un'estasi del ciel.
PEDRO
Ma se tu... se il re... Maria...
(guardandola inquieto)
MARIA
Che mai t'agita?
PEDRO
Non sia
or palese il nostro imene...
Vonno impormi altre catene.
MARIA
Ma tu mio...
PEDRO
Sì! E la tua fama?
MARIA
Vedi quanto Maria t'ama...
(dopo breve titubanza)
Tu per me sei l'universo,
fama e onor t'immolerò.
(gettandosi nelle di lui braccia)
MARIA e PEDRO
A te, caro m'abbandono/A me o cara, t’abbandona
sempre ah! sempre mio/mia tu sei,
Si compì de' voti miei
il più tenero e fedel.
Ah! felice troppo io sono:
è delirio il mio contento.
Sì, rapito è tal momento
ad un'estasi del ciel.
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