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RUIZ
(dal fondo)
(Egli là fia.)
GENTILUOMINI
Ma chi s'inoltra?... Vecchio ignoto...
Altero agli atti.
RUIZ
Cavalieri,
in questa giovin corte
giungo stranier: desio
vedere il re.
GENTILUOMINI
T'avanza.
RUIZ
E qual?
PEDRO
Son io!
RUIZ
Voi, don Pedro? Il re voi?
PEDRO
Che bramate?
A che in me così il guardo fissate?
RUIZ
Io lo vedo alla fin quest'augusto...
(con fiera ironia)
degno figlio d'Alfonso il re giusto!
Degli oppressi ecco il forte sostegno,
la speranza, l'orgoglio del regno.
Se d'un Dio sulla terra è l'imago,
vendicarmi egli deve e lo può.
GENTILUOMINI
(Quali accenti!)
PEDRO
Don Pedro sa come
si punisca... Chi siete?... Qual nome?
RUIZ
Il mio nome?... Più nome non ho.
PEDRO
Qual parlar!
RUIZ
Ma so il vostro, e poss'io
rammentarvelo, o re.
PEDRO
Il nome mio?
In Castiglia v'ha un sol che l'ignori?
Il mio nome è flagello dei mori.
Chiedi all'orbe, e di Pedro il
valore
udrai l'orbe stupito narrar.
Solo i vili, cui sono terrore,
me crudele fra i regi nomár.
RUIZ
Pure il nome che solo vi spetta
tal non è.
PEDRO
Qual fia dunque? Parlate.
RUIZ
Vile, infame!
PEDRO
E tant'osi?...
GENTILUOMINI
Vendetta!
(cavando le spade ed avventandosi)
RUIZ
Oh! qual nobil furor!... Vi
calmate:
tante braccia a scavare una tomba?
Sono inerme, alti prodi... mirate.
La mia spada alle soglie deposi...
PEDRO
E qui osasti?...
RUIZ
E più ancora oserò.
Dell'oltraggio la macchia nefanda,
vuol che il sangue d'un vile si spanda.
Re!... se hai cuore... una gelida mano
t'offre il guanto.
(gettandogli il guanto sul petto)
PEDRO
Una spada!
GENTILUOMINI
S'uccida!
RUIZ
Oh, mia gioia!
PEDRO
Vendetta farò.
Sovra il vil che m'ha
insultato
tutto irrompa il mio furore.
Il mio brando nel suo core
colpi a colpi addoppierà.
Ti vedrò cader spirante,
né placarmi tu potrai,
senza prece e tomba, errante
il tuo cenere n'andrà.
RUIZ
Allorché dal ciel guidato
il mio brando punitore,
nel ferir quell'empio cuore
la sua rabbia spegnerà,
solo allor dirò il mio nome:
nell'udirlo agghiaccerai!
Sulle fulgide tue chiome
onta eterna allor cadrà.
GENTILUOMINI
(a Don Pedro)
La tua vita è sacra al regno.
Noi punir saprem l'indegno;
ei morrà...
RUIZ
Ma non inulto!
(poi volgendosi a Don Pedro)
lava or tu, se il puoi, l'insulto.
PEDRO
Sciagurato! Sien le verghe
il supplizio del demente.
RUIZ
Vile! un ferro tu paventi?
Date un ferro... un ferro...
PEDRO
Olà.
Avanzano le guardie.
RUIZ
E la folgore del cielo
te primiero non colpisce,
ed ancora non punisce
de' regnanti il disonor?
Va, quest'anima è maggiore
di una barbara vendetta,
fia tua vita maledetta
nell'infamia, nel rossor.
PEDRO
L'ira già d'un rege offeso
in te piomba e ti colpisce
sempre il cielo ai re s'unisce
contro ai vili traditor.
Sol per piangere vivrai
sovra l'onta che t'aspetta;
tu vorrai dal ciel vendetta,
ma fia sordo il cielo allor.
Don Ruiz è trascinato dai soldati.
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