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Gaetano Rossi
Maria Padilla

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  • ATTO SECONDO
    • Scena sesta. Don Pedro, gentiluomini, dame, cavalieri, indi Donna Maria, Donna Ines, poi il duca
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Scena sesta. Don Pedro, gentiluomini, dame, cavalieri, indi Donna Maria, Donna Ines, poi il duca

 

CORO
Vada, soffra, quel protervo,
degna pena a tanto ardire.

PEDRO
De' piaceri che ha turbato
ora tornisi a gioire.
(osservando)

CORO
Della festa la regina ecco a noi...

PEDRO
(incontrandola)
Maria!

MARIA
Mio sire!
Odo pianto, grida intorno...
Chi funesta un sì bel giorno?
A quei mesti lunghi gemiti
agghiacciarmi intesi il cor.
Grazia chiedo.

PEDRO
Un veglio altero,
sconosciuto... tu non sai...

MARIA
Ve ne prego.

DUCA
Tardi omai,
(movendo verso Maria)
figlia incauta, per tuo padre
la pietà ti scende in cor.

MARIA
Padre?

INES
Padre!...

MARIA e INES
Che mai dice?

DUCA
Egli è vittima infelice
di supplizio infame e rio.

MARIA
Oh, mio padre!

INES
Oh, padre mio!

PEDRO
(Che mai feci in mio furor!)

MARIA
Ma le luci al suolo hai fisse...
Dunque il vero il vero ei disse?

PEDRO
Nol conobbi e di sfidarmi
stolto ardiva...

MARIA
E l'odo ancor?
Ah! scatena sul mio capo,
giusto Dio, la tua vendetta:
a me sola, a me s'aspetta
tanta infamia e tanto orror.
Più perdon da un padre oppresso,
più mercé sperar non lice...
Già la figlia ei maledice,
ah!... ch'io moro di dolor.

INES
Maledetto sia quel giorno
che ti vide, e a te cedea.
Obbliava, per te rea,
cielo, fama e genitor.
Io vendetta invoco a Dio
del suo pianto, del mio duolo.
Sien tuoi giorni un giorno solo
di rimorso e di terror.

PEDRO
Calma, oh! calma que' trasporti,
m'acciecava estremo sdegno:
il tuo padre del mio regno
fia che torni ai primi onor.
E mentr'io gl'insulti oblio,
tu dimentica il furor;
pagherei col sangue mio
questo istante di dolor.

DUCA
(Fosco già tramonta il giorno
de' piaceri, della festa;
e vicendafunesta
presentito aveva il cor.
Per lei vedo giunta l'ora
dell'estremo suo rossor.
Fra l'orror che regna intorno
trionfare spero ancor.)

CORO
Fosco già tramonta il giorno
de' piaceri, della festa;
a vicendafunesta
ansio pende incerto il cor.
(seguono sempre di dentro festivi suoni)
concenti, gioia ancora:
qui vendetta impreca amor.
Qual s'addensa nembo intorno
di sciagura e di terror!

PEDRO
M'odi!

MARIA
Lasciami!

PEDRO
Tuo padre!

MARIA
(con fermezza)
Tu lo nomi?

INES
Vieni.

MARIA
Sì.
(si spoglia con dispetto delle gemme e degli
ornamenti gettandoli a'piedi di Don Pedro)
Ite al suolo, infausti doni
dell'amore d'un tiranno:
rie memorie a me d'affanno,
pegni vili di rossor.
Io ti fuggo, o rio soggiorno
dell'infamia del terror.
Maledetto sia quel giorno
(a Don Pedro)
che per te m'accese amor.

INES
(a Maria)
Meco vieni, o sventurata:
l'egro padre assisteremo:
nostre lagrime uniremo
a conforto del suo cor.
Fuggi, ah! fuggi dal soggiorno
dell'infamia e del terror.
Maledetto sia quel giorno.
(a Don Pedro)
Che per te l'accese amor.

Maria e Donna Ines traversano la folla e fuggono:
Don Pedro resta concentrato: il duca l'osserva. Il
Coro rimane in gruppi analoghi.

 




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