Scena quarta. Maria,
Francisca
Un paggio depone una lucerna accesa e si
ritira.
Poi donna Maria, finalmente Francisca.
Cessano i concenti
che udivansi di lontano; e tutto intorno è silenzio e
tranquillità.
MARIA
Diletta suora! Ella è felice, e vede
pinto di rose l'avvenire... e il mio?
E quel Mendez? Qual Dio,
o propizio, o fatal, qui lo condusse?
Qual dai suoi modi appar denso mistero.
FRANCISCA
(entrando agitatissima)
Ah! signora.
MARIA
Francisca!
FRANCISCA
Ohimè! nefando
tradimento!... Celatevi, rapirvi
pel verone si tenta. Il guardiano
del castel fu sedotto
dall'oro o dal timore!
Fra l'ombre io tutto intesi.
MARIA
(con ansia)
E il rapitore?
FRANCISCA
Tremo in nomarlo. È Don Pedro.
MARIA
(colpita)
Chi?
FRANCISCA
Il figlio
del re.
MARIA
Del re!
FRANCISCA
Sì! sotto il nome ascoso
di quel Mendez...
MARIA
(vivamente)
Ah!... Mendez... ei... la gioia
de' miei sogni! E destino
fia dunque?
(penosa ed agitata)
FRANCISCA
Nel giardino
(ritirandosi dalla finestra alla quale spiava)
d'incerti passi odo rumor.
MARIA
(deliberata)
Va: taci.
FRANCISCA
(con inquietudine)
E sola?
MARIA
Qual mai t'agita timore?
(levando dall'astuccio un pugnale e traendolo
animosamente)
Ho meco un ferro, e de' Padilla il core.
Ad un cenno Francisca parte.
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