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FAMIGLIARE
Duca, duca... stuol d'arcieri
ha varcato il primo ingresso...
MARIA
Ah!...
CHEVREUSE
Riccardo, i tuoi pensieri
volgi al ciel: l'istante è presso.
CHALAIS
(movendosi per incontrare gli arceri)
Una vita si desia
che m'è grave; io stesso...
CHEVREUSE
(trattenendolo)
È mia
questa vita.
(al famigliare che tosto esce, egli chiude la porta)
Or tu, brev'ora li rattieni.
CHALAIS
(Che farò!)
MARIA
(Non ti schiudi, o terra, ancora?)
CHEVREUSE
(ponendo nelle mani di Chalais una delle due pistole)
Prendi.
CHALAIS
Che?
CHEVREUSE
(accennandogli la porta laterale)
Mi segui!
MARIA
Ah! No!
CHEVREUSE
Vivo non t'è concesso
escir da queste porte...
Vieni, per te di morte
l'ora suonata è già.
Invoca il ciel per esso,
ma sordo il ciel sarà.
CHALAIS
Del tuo furor non temo,
su, tutto in me l'appaga.
Che tardi? Un core impiaga
che speme più non ha.
Un premio un ben supremo
la morte a me sarà.
MARIA
Prima che sia compita
tragedia sì funesta,
m'uccidi se ti resta
un'ombra di pietà.
Lasciarmi ancora in vita
è troppa crudeltà.
Odonsi ripetuti colpi alla porta infondo.
Chevreuse,
respingendo Maria, che cerca interporsi, tragge seco
Chalais per l'uscio laterale, e subito lo chiude per
entro.
Maria cade su d'una
seggiola, priva di sentimento.
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