Scena prima. Chalais,
Aubry
Chalais
occupato a scrivere. Aubry nel fondo.
Odesi dal Louvre il suono di liete danze.
CHALAIS
(soffermandosi dallo scrivere)
Nel fragor della festa, ahi!,
la rividi
l'ultima volta!... O mio destro crudele!...
Me la rapiva un cenno
della madre spirante! Aubry!
L'oriolo del Louvre suona le quattro. Chalais scrive
ancora qualche linea; quindi chiude il foglio; si trae dal
seno una medaglia e l'attacca ad esso.
AUBRY
(avanzandosi)
Signore!
CHALAIS
Osserva! S'io non riedo, e il giorno muore
(apre un ripostiglio della scrivania; vi pone
la lettera; richiude e ne serba la chiave)
Con violenta mano
apri e il foglio reca. Ivi è segnato
a chi. Né ad altri sia palese.
Intendi?
AUBRY
Il mio zelo conoscete.
CHALAIS
(aprendo un uscio che mette agli appartamenti
della madre)
Dorme un sonno affannoso!...
Ah! forse; o madre mia,
entrambi dormiremo,
pria del volger del giorno, il sonno estremo.
Alma soave e cara,
che al tuo Fattore ascendi,
la dipartita amara
per poco ancor sospendi.
Fra breve, in cor lo sento,
io pur sarò sotterra;
amor ci univa in terra,
ci unisca amore in ciel.
E tu, se cado esanime,
se il fato vuol ch'io mora,
versa un'amara lagrima
sulla mia tomba almen.
Ché t'amerò, bell'angelo,
oltre la tomba ancora,
quando d'amore i palpiti
taccion di morte in sen.
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