Scena quarta. Chevreuse
e Chalais
CHEVREUSE
(uscendo)
Ch'ei dorma?
CHALAIS
(movendogli incontro e simulando calma)
Enrico!...
CHEVREUSE
T'aspettai finora
nel tetto del visconte: avanza l'ora
al duello prescritta, e vengo io stesso...
Chalais volge smarrito un rapido sguardo al
gabinetto.
CHALAIS
Favella più sommesso...
Potria la madre udir!
CHEVREUSE
(abbassando la voce)
Saggio consiglio!
Prendiam l'armi e si vada.
(avvicinandosi alla scrivania)
Che? Con sì fragil spada?
Irne al ballo t'avvisi? Un ornamento
da feste io veggo! Eh! No: dieci migliori
lame possiedi, e la prudenza impone.
(incamminandosi verso il gabinetto)
A me la scelta, che son tuo campione.
CHALAIS
Che fai? T'arresta! Arrestati...
CHEVREUSE
Se tu non vuoi... Che vedo!
(scorgendo la maschera e raccogliendola)
Or tutto è chiaro!
CHALAIS
E creder osi?
CHEVREUSE
Al mio sguardo io credo.
CHALAIS
Ah! No, t'inganni... Ascoltami...
Qui non la trasse amore...
Lo giuro al ciel, colpevole
non è, non è quel core.
CHEVREUSE
(in tono scherzevole)
Favella più sommesso,
potria la madre udir.
De' tuoi segreti a frangere
io qui non venni il manto;
dell'onor tuo sollecito
io qui movea soltanto.
Bruttarti di ludibrio
potria l'indugio...
CHALAIS
È ver!
CHEVREUSE
In te ritorna, scuotiti
a così reo pensier.
Corriamo alla vittoria
che a noi prepara il fato;
desta l'ardire usato,
sorgi nel tuo valor.
T'arriderà la gloria,
come t'arrise amor.
(A brani mi dilania
del suo terror l'imago.
(dà un'occhiata al gabinetto)
Destino avverso, è pago
l'ingiusto tuo furor?)
No, più tremenda smania mai
non oppresse un cor!
Sul campo dell'onore
io ti precedo.
CHALAIS
Ah! Sì...
CHEVREUSE
Ma tronca le dimore...
Vedi, già spunta il dì.
Chevreuse esce. Chalais
chiude la porta indi
si accosta al gabinetto.
Maria?
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