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Salvatore Cammarano
Maria di Rohan

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  • ATTO TERZO
    • Scena sesta. De Fiesque e dette; quindi il famigliare
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Scena sesta. De Fiesque e dette; quindi il famigliare

 

FIESQUE
Ebben?

CHEVREUSE
Che mai bramate?

FIESQUE
Duca, nol rammentate?
Una risposta.

CHEVREUSE
Il perfido fuggì... pur troppo... (ed essa
avria seguito?... Orribile
sospetto?...) La duchessa
(suona un campanello comparisce un famigliare)
qui rieda.

FIESQUE
Vana cura. Ell'è fra queste mura.
Uscirne un cenno
mio tolse ad ognuno.

CHEVREUSE
Ah! giubilo!

FIESQUE
Ed ora pur raggiungere
il conte spero!... Addio!

Esce affrettatamente.

CHEVREUSE
(al famigliare)
Vanne... la mia consorte...
Colei qui tragga il piè.
Il famigliare parte.
Voce fatal di morte,
empia, t'appella a me.
Ogni mio bene in te sperai,
per me la luce fosti del dì.
Del cielo stesso io più t'amai!...
Fu giusto il cielo che mi punì.
Ah! d'una lagrima il ciglio mio
asperge ancora vana pietà!...
Sì, ma fra poco di sangue un rio.
A questa lagrima succederà.
Entra nella porta laterale.




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