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Eugene Scribe
Don Sebastiano

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quarta. Zaida, coro di soldati, popolani e detti
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Scena quarta. Zaida, coro di soldati, popolani e detti

 

CORO
Giustizia divina,
agli empii tremenda,
terrore comprenda
chi t'osa oltraggiar!
Un'alma che merta
eterna la pena,
la fiamma terrena
può sola mondar.

SEBASTIANO
Dove la conducete?

GIOVANNI
Al rogo!

SEBASTIANO
Chi è costei?

GIOVANNI
Zaida l'africana,
un'infedele impura,
sulla costa di Tunisi ai nostri
corsari presa or non ha molto, e tratta
in Lisbona a servir. Di veneficio
accusata e convinta,
il tribunal, ov'io siedo supremo,
la dannava poc'anzi al fato estremo.

SEBASTIANO
Perir non dee tanta beltà!

GIOVANNI
Mio prence,
del consiglio sovrano
i decreti annullar né il re lo puote!

SEBASTIANO
Ma mitigar li può. Vada per sempre,
sotto pena di morte,
in bando la straniera.

GIOVANNI
(O mio furore!)
Dove?

SEBASTIANO
In Africa presso al genitore!

CAMOENS
Viva il re!

GIOVANNI e SEGUACI
Tanto ardisce! Delle leggi
conculcar la maestà!

ZAIDA
(ai piedi del re)
Signor clemente e pio,
mio scudo e mio sostegno,
ben sei quaggiù di Dio
imagin vera, o re.
O tu, che mi difendi,
che a morte rea m'involi,
la vita che mi rendi
sacrar mi lascia a te!
Sul capo tuo sì caro
vegli divin favor!
Quant'è l'esiglio amaro
per te s'ignori ognor.

GIOVANNI, ANTONIO e SEGUACI
(Tanto di leggi oblio
da tollerar non è;
potria pagarne il fio,
benché possente, il re.)

SEBASTIANO e CAMOENS
Sembiante onesto e pio,
straniera, il ciel ti die'!
Ben è quel cor restio
che nega omaggio a te!

Zaida parte; s'ode uno squillo di trombe.

CORO DI SOLDATI e POPOLO
Le trombe! Le trombe!

SEBASTIANO
Squillar la tromba io sento,
tronchiam gli indugi ormai:
ne spira amico il vento.
Al mar, miei prodi, al mar.
A conquistar ne appella
un nuovo mondo il cielo:
v'è scorta la mia stella,
corriamo a trionfar.
(a Camoens)
E tu, s'è ver che del futuro il velo
squarciar possa il poeta,
dinne tu, gran profeta,
qual fato serba all’armi nostre il cielo.

CAMOENS
(con entusiasmo)
Ove son? Del futuro al mio ciglio
chi l'oscuro velame squarciò?
Ecco in vista il regale naviglio...
già la sponda africana toccò...
Del deserto già il vento ne porta
indistinto guerresco clamor!
Quanti sono i nemici? che importa?...
Su, corriamo all'arringo d'onor!

CAMOENS e CORO
Su, corriamo a nuovi allori,
sul campo della gloria:
è seguace la vittoria
del coraggio e del valor!

CAMOENS
Infinita, d'aspetto diversa
veggo un'oste sul piano avanzar:
già l'un campo nell'altro si versa,
chi le morti potrebbe contar?
Si fa notte, lampeggia, tuono in lontananza.
L'orizzonte di lampi spesseggia;
trema il suol; ecco il tuon rumoreggia...
Il re cade... accorrete, o gagliardi...
Giusto ciel! la bandiera periglia...
A gran pena la seguon gli sguardi,
tutta polve e di sangue vermiglia...

CAMOENS e CORO
Su, corriam, corriam
a morir pel re.

SEBASTIANO
Che di' tu mai? Miei fidi...

CAMOENS
O re, perdona;
la notte che si fea
improvvisa d'intorno, e l'incessante
scoppiar del tuon, di neri
presentimenti avean ripiena l'alma!
Il cielo si rasserena.
Ma il mar ritorna in calma,
più chiaro brilla il sol!... O sol, che devi
le gesta illuminar di tanti eroi,
s'inchinin le bandiere ai raggi tuoi!

Le bandiere vengono abbassate.

SEBASTIANO
Le benedica il ciel!

GIOVANNI
Benigno ascolti
i nostri voti Iddio.
(a parte)
E di cotanto stuolo
non tornerà, giova sperarlo, un solo!

SEBASTIANO, CAMOENS, CORO e SEGUACI
Squillar la tromba io sento,
tronchiam gli indugi ormai;
ne spira amico il vento.
Al mar, miei prodi, guerrieri al mar!
A conquistar ne appella
un nuovo mondo il cielo:
n'è scorta la mia/sua stella!
Corriam a trionfar!

ANTONIO, GIOVANNI e SEGUACI
Disperda il folle intento
in sua giustizia il cielo!
Gli sia nemico il vento,
gli sia funesto il mar!
Che se pietade è bella,
in empietà si cangia,
quand'osa a Dio rubella
le leggi calpestar!

UOMINI e DONNE DEL POPOLO
Il nobile ardimento
seconda, o Re del cielo;
gli sia propizio il vento,
gli sia tranquillo il mar!
Dove l'onor lo appella
gli sii tu scorta e duce:
splenda per lui la stella
che guida a trionfar!

TUTTI
A pugnar corriam,
della fe' guerrier.
L'infedel sperdiam,
è del ciel voler!




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