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ARABI
Feriam! Sveniam! Nel nome
del profeta!
Che più tardiam? A noi l'impone il ciel!
Allah! Allah costui salvar ne vieta.
Non v'è pietà! Siam figli d'Ismael!
Zaida correndo ad incontrare Abaialdo e Ben-Selim che
entrano.
ZAIDA
Per pietà! Se mi amate
grazie per lui! Quel misero salvate...
Ve ne supplico... il voglio!
Chi a respinger s'ostina i voti miei?
(ad Abaialdo nella massima angoscia)
Ebben! L'armi omicide
dal capo suo stornate;
ch'ei debba a un cenno vostro
e vita e libertate;
ch'ei tornar possa illeso
alla terra natia,
e...
ABAIALDO
Che di' tu?
ZAIDA
Fia vostra la man mia!
ABAIALDO
Ma perché tanto a cuor?...
ZAIDA
Sul lido estrano
io periva; un cristiano
spezzò i miei ceppi. Libera giurai
un cristiano salvar. Il voto pio
vorrei compir.
ABAIALDO
(a Don Sebastiano)
Sia fatto il tuo desio!
Stranier, libero sei, vanne,
ed impara
a benedir il nome di colei
cui vita insieme e libertà tu dèi!
ABAIALDO e ARABI
(a Don Sebastiano)
Va', non tardar, se a te la vita è cara!
Cessò il fragor; tornò sereno il ciel!
Partiam, seguiam il duce
nostro all'ara.
Amor, onor ai figli d'Ismael!
ZAIDA
Va', non tardar, se a te Zaida è cara!
(a parte)
Divin favor vegli su te dal ciel!
Partono tutti, tranne Don Sebastiano.
SEBASTIANO
Deserto in terra, che più mi avanza?
Fin la speranza fuggì da me!
Che sol mi resti, core amoroso,
angiol pietoso che il ciel
mi die'!
Che non poss'io per tanta fé,
il serto mio deporti al piè?
Folle! Di trono, che pur ragiono?
Ah! nulla il fato a me lasciò!
Deserto in terra, che più m'avanza?
Fin la speranza m'abbandonò!
Pur fra l'ire di sorte funesta
non del tutto son misero ancor,
se l'amore d'un angiol mi resta,
d'un soldato se restami il cor!
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