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Eugene Scribe
Don Sebastiano

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  • ATTO TERZO
    • Scena sesta. Don Sebastiano chiuso nel mantello e detto. Camoens gli si accosta e gli tende l'elmo
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Scena sesta. Don Sebastiano chiuso nel mantello e detto. Camoens gli si accosta e gli tende l'elmo

 

CAMOENS
Sono un soldato che vien dalla guerra,
la man ch'io tendo famosa fu già!
Torno mendico alla patria mia terra,
deh! soccorrete chi pane non ha!
L'obolo date: vi parli pietà.

SEBASTIANO
Mendico riedo pur io dalla guerra,
tu chiedi un pane a chi pane non ha!
Nulla fortuna lasciavami in terra,
tranne l'onor che né toglie!
Soldato anch'io, degno anch'io di pietà!

CAMOENS
La man, fratello, la mano mi da'!
Ferito sei?...

SEBASTIANO
D'Alcazarre all'impresa!

CAMOENS
Pugnavi tu?...

SEBASTIANO
Del vessillo a difesa!

CAMOENS
Accanto al re?

SEBASTIANO
Gli fui sempre da lato!

CAMOENS
(con esaltazione)
Io pur... io pur... al suo fianco piagato
cadea: per morto lasciavanmi, o Dio!

SEBASTIANO
Parla, chi sei?

CAMOENS
Ah, l'amico son io
del re, sono il poeta,
che a piangerlo sol vivo,
e col canto a eternarlo!

SEBASTIANO
Camoens!...

CAMOENS
Oh ciel! qual voce!
Ah no!... vana lusinga!
Del mio signor non sono
questi i noti sembianti.

SEBASTIANO
Dalla sventura oppresso
cangiò il volto, ma il cor sempre è lo stesso.

Si abbracciano con trasporto.

CAMOENS
O fausto ! Gioia suprema!
E fia pur ver che al sen ti prema?
Or, giusto Ciel, mi chiama a te:
posso morir: ho visto il re.
Dio salvi il re!

SEBASTIANO
O fausto ! Gioia suprema!
E fia pur ver che al sen ti prema!
Son ricco ancor, ancor son re,
se il tuo gran cor rimane a me.
Deh! taci, ohimè!
(sommessamente)
Don Antonio, da bassa
ambizion sospinto,
usurpava il mio trono.
Ei mi suppone estinto;
e dove sospettasse
ch'io pur campai da morte,
mi spegneria,potendo!

CAMOENS
Ma i grandi, mala corte?

SEBASTIANO
Salutano il nuov'astro,
or che all'occaso è il mio.

CAMOENS
Ma nei soldati almeno...

SEBASTIANO
Confido in essi ancora.
Mostrarmi ad essi intendo
quando sia giunta l'ora.

CAMOENS
Ah sì, della lor fede
a voi garante io sono;
gridar m'udranno. È desso, il nostro re!
Fratelli, il giuro, a me credete, a me!
Oh, lieto me! Beato giorno!
Suona d'amor tutto d'intorno!
Mia patria, il ciel veglia su te.
Tregua ai sospir t'è reso il re.
Dio salvi il re!

SEBASTIANO
Oh, lieto me! Beato giorno!
Il mio fedel fe' a me ritorno!
Son ricco ancor, ancor son re,
se il tuo gran cor rimane a me!
Deh! taci, ohimè!

Musica funebre in lontananza.

CAMOENS
Qual suon ferale?

SEBASTIANO
A simulare istrutto,
l'estinto onora con mentito lutto
il novello del trono possessore.

CAMOENS
Eccolo: e seco ha della corte il fiore.




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