Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Eugene Scribe
Don Sebastiano

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO QUINTO
    • Scena quarta. Don Sebastiano e detta
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Scena quarta. Don Sebastiano e detta

 

ZAIDA
Eccolo!

SEBASTIANO
O mia Zaida!
A me chi ti conduce,
chi mi congiunge a te?
Qual angelo di luce
la speme rende a me?

ZAIDA
Me qui desio conduce
di tua salvezza, o re.
Raggio d'amica luce
risplende ancor per te.

SEBASTIANO
Ma per qual sorte ne vien concesso
vederci ancora pria di morir?

ZAIDA
Già gli oppressor, cui grava il lor successo,
pendon dubbiosi, e in lor vien men l'ardir.
A voi, deposte l'ire,
ognun si prostra, e re torna il proscritto.
Sol che vi piaccia, o sire,
di segnar questo scritto.
Leggete...

SEBASTIANO
Gran Dio! Che! porre in non cale
l'avita stirpe e il suo splendor!
Segnar da vile l'atto fatale
che mi condanna al disonor!

ZAIDA
Che sento?

SEBASTIANO
Sai tu, Zaida, sai quel che da me si vuole?
(con ironia)
La libertà m'è offerta...

ZAIDA
Ebben?...

SEBASTIANO
Ch'io ceda a patto
a re Filippo i dritti e la corona mia!

ZAIDA
Disonorarti!... I vili!... Ah, mille morti pria.

SEBASTIANO
Come quell'alma altera
indovinò il mio cor!
Invan per lor si spera
macchiar del re l'onor!
Chi la corona avita,
chi il regno m'involò,
al re può tòr la vita,
ma degradar nol può.

ZAIDA
Come quell'alma altera
è del destro maggior!
Invan per lor si spera
macchiar del re l'onor!
Chi la corona avita,
chi il regno gl'involò,
al re può tòr la vita,
ma degradar... nol può.

Battono le ore.

CORO
(dalle quinte)
Suonò l'ora fatale; donna, a morir t'appresta.

ZAIDA
Ebben... si parta... addio!

SEBASTIANO
Ciel! dove mai?

ZAIDA
(respingendolo)
T'arresta:

SEBASTIANO
Un suon lugubre ascolto!
Si spalanca la porta di fondo.
I carnefici... o cielo!
Qual lampo mi rischiara!
In te gli iniqui il mio
rifiuto, in te s'apprestano a punir!

ZAIDA
Che importa, se nel cielo ne deve un Dio riunir?

SEBASTIANO
Invan lo speri... ah, no!
Che nuovo strazio, o Dio,
l'infame a me serbò!
Che mi cal dell'onor?
Tu morir! Giusto ciel,
tu morir! E per me! Mai, no, non fia.
Cessa; deh! Preghi invan!
Io salvar ti saprò, vita mia!

ZAIDA
Per salvar i miei
l'onor suo calpestar,
degradar il mio re si potria?
Cessa, deh!, preghi invan!
L'onta tua consentir!
Mai, no, non fia.

Sebastiano si slancia verso il tavolo per sottoscrivere il foglio.

ZAIDA
(frapponendosi)
Ebben, se sordo sei
al grido del dover,
se nullo i preghi miei
hanno su te poter,
l'avito onor calpesta,
dritto abbandona e trono,
tua complice io non sono,
e sia la morte mia la mia protesta!

Tenta lanciarsi dalla finestra.

SEBASTIANO
(ritenendola)
Zaida!

ZAIDA e SEBASTIANO
Se così perir de'
tanto amor, tanta ,
se per noi quaggiù non v'è speme,
vien, ben mio, sul mio sen,
incontriam morte almeno stretti insieme.

In questi s'ode al di fuori la voce di Camoens.

CAMOENS
O marinari!
La notte è serena,
la calma profonda,
nel porto e sull'onda
già l'opre cessâr!

CAMOENS e CORO
Ristretti e fidenti,
ma cheti voghiamo,
sul flutto dobbiamo,
com'ombre, strisciar.
, sotto quel masso
che sporge sull'onde,
la preda s'asconde
che uniti cerchiam.
Di speme sommesso
un canto s'intuoni,
ma presso ai bastioni
tacenti voghiam.

ZAIDA
O suddito fedel!

SEBASTIANO
Camoens!




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License