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Scena seconda.
Mr Duplessy, e detto.
MR DUPLESSY Torno
adesso appunto da Luisa. Ella è stata sorpresa da un terribile svenimento...
LUNNEVIL Siete pur
buono, caro Mr Duplessy. Sotto i vostri occhi ella sviene, ma quando non è
veduta non si occupa che di Trifour.
MR DUPLESSY Ed è ciò
vero?
LUNNEVIL Ho talmente
disposto i miei agguati, che non passerà molto che intercetterò una delle di
lei lettere scritta di suo pugno all’amante, e spero di consegnarvela.
MR DUPLESSY Luisa
dunque è sempre in attual corrispondenza col figlio del mio odiato nemico? ad
onta della lontananza, de’ miei divieti... sí sí; non ho di te compassione
alcuna, o figlia ostinata e ribelle. Gl’incomodi che soffri sono un gastigo del
cielo, ed io anteporrò mille volte la tua morte al vederti in braccio d’un uomo
che aborrirò eternamente.
LUNNEVIL Credete
pure, o Mr Duplessy, che i suoi incomodi non son tutti reali. Rammentatevi il
di lei artificioso dolore, e le sue smanie quando all’improvviso vi risolveste
a farla passare di Brettagna a Parigi. Il suo presente abbattimento deriva
dall’impossibilità d’eseguire quanto meditato aveva con Trifour.
MR DUPLESSY Cioè?
LUNNEVIL Io so di
certo, che pensavano a sposarsi segretamente, e ciò sarebbe fuor di dubbio
accaduto senza la risoluzione saviamente presa di condurla subitamente alla
capitale. Ella intanto col fingersi afflitta ed oppressa dal male non ha altra
intenzione che d’allontanare i sospetti, e altro non tenta che di movervi a
pietà, ond’esser meno osservata, e cosí aver piú campo di mantenere la corrispondenza
con Trifour, il quale suppongo che non tarderà molto a giungere egli pure in
Parigi.
MR DUPLESSY Ah se ciò
fosse...
LUNNEVIL Io per
altro, se avverrà che arrivi, ne sarò sull’istante avvisato.
MR DUPLESSY Ah sí,
caro Lunnevil, m’affido interamente in voi. Cercate, spiate, scoprite, e
assicuratevi che vi sarò infinitamente obbligato. So l’intenzioni di mia moglie
in vostro favore, ed io le seconderò con tutto l’impegno, ma voi con un impegno
eguale allontanate da me la piú grande delle disgrazie, e insieme il detestato
pensiero e l’insoffribil timore che possa mia figlia prendere il cognome di
Trifour, cognome esecrabile che in proferirlo piú accende l’odio mio, e che
implacabilmente detesterò, se mi sarà possibile, al di là ancora del sepolcro.
LUNNEVIL Riposate
tranquillamente sulle mie premure, e calmatevi. In Parigi ho molte relazioni,
di cui me ne servirò utilmente per eludere l’ostinazione di Madamigella Luisa,
e gli occulti maneggi dell’insidioso e temerario figlio del malvagio vostro nemico.
Non essendo egli molto provvisto di beni di fortuna, assicuratevi, che ama
unicamente in madamigella la dote, che può ampiamente riparare alla scarsezza
delle sue facoltà. Permettetemi ch’io vada adesso ad interpellare un certo
negoziante, il quale ha molte corrispondenze in Brettagna, ed a cui diedi già
la commissione di scrivere per essere informato delle vere intenzioni di
Trifour. Sapremo con un tal mezzo, se pensa di portarsi a Parigi, o se sia già
partito. Fidatevi dunque delle mie premure, della mia amicizia, e della mia
vigilanza (via).
MR DUPLESSY (pausa
breve) Dice benissimo Lunnevil. Il vile Trifour non ama Luisa, che per la
di lei ricca dote. I miei beni al figlio del mio nemico...? mora mora piú tosto
Luisa.
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