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Giovanni De Gamerra
Luisa e Trifour

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  • ATTO PRIMO
    • Scena  seconda.
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Scena  seconda.

Mr Duplessy, e detto.

MR DUPLESSY Torno adesso appunto da Luisa. Ella è stata sorpresa da un terribile svenimento...

LUNNEVIL Siete pur buono, caro Mr Duplessy. Sotto i vostri occhi ella sviene, ma quando non è veduta non si occupa che di Trifour.

MR DUPLESSY Ed è ciò vero?

LUNNEVIL Ho talmente disposto i miei agguati, che non passerà molto che intercetterò una delle di lei lettere scritta di suo pugno all’amante, e spero di consegnarvela.

MR DUPLESSY Luisa dunque è sempre in attual corrispondenza col figlio del mio odiato nemico? ad onta della lontananza, de’ miei divieti... ; non ho di te compassione alcuna, o figlia ostinata e ribelle. Gl’incomodi che soffri sono un gastigo del cielo, ed io anteporrò mille volte la tua morte al vederti in braccio d’un uomo che aborrirò eternamente.

LUNNEVIL Credete pure, o Mr Duplessy, che i suoi incomodi non son tutti reali. Rammentatevi il di lei artificioso dolore, e le sue smanie quando all’improvviso vi risolveste a farla passare di Brettagna a Parigi. Il suo presente abbattimento deriva dall’impossibilità d’eseguire quanto meditato aveva con Trifour.

MR DUPLESSY Cioè?

LUNNEVIL Io so di certo, che pensavano a sposarsi segretamente, e ciò sarebbe fuor di dubbio accaduto senza la risoluzione saviamente presa di condurla subitamente alla capitale. Ella intanto col fingersi afflitta ed oppressa dal male non ha altra intenzione che d’allontanare i sospetti, e altro non tenta che di movervi a pietà, ond’esser meno osservata, e cosí aver piú campo di mantenere la corrispondenza con Trifour, il quale suppongo che non tarderà molto a giungere egli pure in Parigi.

MR DUPLESSY Ah se ciò fosse...

LUNNEVIL Io per altro, se avverrà che arrivi, ne sarò sull’istante avvisato.

MR DUPLESSY Ah , caro Lunnevil, m’affido interamente in voi. Cercate, spiate, scoprite, e assicuratevi che vi sarò infinitamente obbligato. So l’intenzioni di mia moglie in vostro favore, ed io le seconderò con tutto l’impegno, ma voi con un impegno eguale allontanate da me la piú grande delle disgrazie, e insieme il detestato pensiero e l’insoffribil timore che possa mia figlia prendere il cognome di Trifour, cognome esecrabile che in proferirlo piú accende l’odio mio, e che implacabilmente detesterò, se mi sarà possibile, al di ancora del sepolcro.

LUNNEVIL Riposate tranquillamente sulle mie premure, e calmatevi. In Parigi ho molte relazioni, di cui me ne servirò utilmente per eludere l’ostinazione di Madamigella Luisa, e gli occulti maneggi dell’insidioso e temerario figlio del malvagio vostro nemico. Non essendo egli molto provvisto di beni di fortuna, assicuratevi, che ama unicamente in madamigella la dote, che può ampiamente riparare alla scarsezza delle sue facoltà. Permettetemi ch’io vada adesso ad interpellare un certo negoziante, il quale ha molte corrispondenze in Brettagna, ed a cui diedi già la commissione di scrivere per essere informato delle vere intenzioni di Trifour. Sapremo con un tal mezzo, se pensa di portarsi a Parigi, o se sia già partito. Fidatevi dunque delle mie premure, della mia amicizia, e della mia vigilanza (via).

MR DUPLESSY (pausa breve) Dice benissimo Lunnevil. Il vile Trifour non ama Luisa, che per la di lei ricca dote. I miei beni al figlio del mio nemico...? mora mora piú tosto Luisa.




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