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Giovanni De Gamerra
Luisa e Trifour

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  • ATTO SECONDO
    • Scena  quinta
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Scena  quinta

La Brie, e detta.

LA BRIE Madamigella, Madamigella...

LUISA Che mai v’è di novo?

LA BRIE Il soldato mio fratello sapete voi chi era? Parry.

LUISA Parry?

LA BRIE Certo; il fedel domestico di Mr Trifour.

LUISA Che reca? che reca?

LA BRIE Una lettera...

LUISA Una lettera? dov’è? dov’è (alzandosi con trasporto, ma restando sempre un poco piegata colla vita).

LA BRIE Eccola. (Ritirandosi ad arte alcuni passi senza darle la lettera, e osservandola con piacere, mentre la seguita vivamente animata) Prendete. (Gliela . Luisa l’apre subito, e legge piano). Oh prodigio dell’amore! Come mai trasformata vi siete! Gli occhi vostri hanno in un punto perduta la loro languidezza, e la loro distrazione. Il vostro volto ha ripreso il suo vivace e natural colore, e non è piú l’immagine della tristezza muta e profonda...

LUISA Ah senti senti... egli è a Parigi... è a Parigi... io respiro!

LA BRIE Leggete leggete. Oh con qual trasporto io divido con voi la vostra gioia!

LUISA Non vorrei che ci sorprendessero...

LA BRIE Serrerò l’uscio di dentro, e cosí sicure saremo da qualunque sorpresa (va’ a chiudere).

LUISA Ascolta ascolta (legge) «Cara Luisa, dopo due giorni di continue ricerche e d’un’incertezza crudele finalmente ti ho ritrovata. Il mio fedele amico il dottore de Roman ha voluto accompagnarmi a Parigi. Abbiamo insieme ieri sera prese colla possibile precauzione da’ tuoi vicini tutte le notizie relative al tuo stato. La certezza che il tuo male si aggrava mi ha gettato in un’oppressione d’anima che tu sola puoi immaginarti. De Roman che unisce all’amicizia tanta scienza nell’arte disonorata da un uomo infame, a cui ti hanno abbandonata, mi assicura per calmare le mie smanie e il mio estremo timore, che i tuoi incomodi aver non possono alcuna conseguenza funesta, quando tu conservi in fondo al core il deposito salutare d’una dolce speranza. Consolati dunque e spera. Io risoluto sono a intraprendere tutto per la comune nostra esistenza, e per toglierti all’odio de’ tuoi vili carnefici. Desidero che tu mi comunichi le tue nove per alimentar la mia vita, e perch’io non tremi sulla tua preziosa salute. Parry si lascerà vedere sotto il medesimo vestito, e dalla stessa parte. Invigili dunque la Brie colla necessaria cautela, onde possa incontrarlo, e consegnargli la tua risposta. Ti prevengo che io abito nella stessa strada, e in vicinanza del tuo albergo in quella casa precisamente alla destra del palazzo del ministro d’Inghilterra, e che per di dietro corrisponde alla parrocchia di Saint-Edmont. A me sembra d’esser risorto da che ti sono vicino. Pensa che ho meco il solo corpo. L’anima mia è sempre colla tenera Luisa. La costanza ci animi e ci sostenga per eludere i nostri barbari persecutori. Ella è necessaria per abbattere i loro disegni, per salvar la tua vita, e per rendere il piú felice di tutti gli uomini. Il tuo sviscerato Trifour». Ho una palpitazione che mi toglie il respiro... ah cara Brie, questi momenti non hanno né parolelagrime!

LA BRIE Sedete sedete (le una sedia).

LUISA Qual tenera commozione mi destarono i sentimenti di Trifour, e la vista de’ suoi amati caratteri! Il mio core palpitante è risorto dalla sua profonda oppressione.

LA BRIE E chi può mai ingannarsi sulla natura del vostro male, ed asserire che il rimedio n’è incerto?

LUISA Dunque egli abita a me vicino? Affacciandomi potrò forse vederlo... Il bisogno d’un solo suo sguardo è una necessità per la mia vita... credilo o amica... no, non è debolezza, non è esagerazione, non è delirio... Ah , te lo replico; è una irresistibile necessità, che si fa a me sentire come sentiamo il bisogno del sonno, del cibo... oh picchiano! Ahimè!

LA BRIE Non temete. Ritornate sul canapè. Vi darò braccio.

LUISA Tremo tutta!

LA BRIE Lo vedo. Calmatevi, e coraggio.

LUISA (siede) È la mia tenerezza che mi tien luogo di quelle forze che mi mancano (la Brie apre).




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